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«Inge Feltrinelli statti
attenta agli scrocconi»

di ALBERTO SELVAGGI
BARI - Ieri ho trovato una lettera sul marciapiede che orla l’angolo tra via Melo e via Dante. Era arabescata da una calligrafia tonda d’infanzia e recava il seguente destinatario: «Inge Feltrinelli – Milano». L’ho aperta. Ecco quanto vi era riportato: «Cara signora Inge Feltrinelli, sono un bambino di una certa età molto buono e...
«Inge Feltrinelli statti
attenta agli scrocconi»

di ALBERTO SELVAGGI
 

Ieri, ore 7.10, sceso da casa, ho trovato una lettera sul marciapiede che orla l’angolo tra via Melo e via Dante. Era arabescata da una calligrafia tonda d’infanzia e recava a caratteri grandi il seguente destinatario: «Inge Feltrinelli – Milano». Del mittente nessuna traccia. L’ho aperta, dato che non sono abituato a farmi i miei cavoli, e ho seguito il percorso verde d’inchiostro sinusoidale. Ecco quanto, lungo quattro pagine quadrettate, vi era riportato:

«Cara signora Inge Feltrinelli, sono un bambino di una certa età molto buono e bravo che abita sopra alla vostra libreria grande grande di Bari che ha pure tanti salottini, il bar e tantissime copertine colorate da tutte le parti. E vi volevo avvisare di una cosa, per fare il bene, non per spiare: troppi parassiti umani girano dentro il vostro mediastore!! E anche se voi siete ricchissimi, cioè di sinistra, non vuol dire, è sempre una cosa brutta! Attenta!! Liberatevi subito degli scrocconi. Che a furia di fare i generosi finirete voi poveri, che non lo meritate, vendendo cultura a vagoni agli ignoranti brutti.

«La mattina molti studenti che fanno filone a scuola usano la Feltrinelli di Bari per rifugiarsi, tanto i genitori, più ignoranti di loro, mai entrerebbero in una libreria che gli viene da vomitare. Fanno chiasso, spintonano, ridono, si attaccano alle cuffie per sentire i dischi gratis e cantare, musica orrenda e trash che potrebbe comporre chiunque e difatti piace da matti a tutti, vi hanno scassato le apparecchiature che stanno tutte a riparare per la terza volta in Germania (che danno!). Amano solo le cantanti cozzale e vacue e che perciò sono strafamose e amatissime. Le avete ospitate pure voi paralizzando via Melo per la folla in delirio in coda per ore (ma perché? non è che Marta Flavi è più comunista di voi?).

«Poi ci sono un sacco di sgrosciatori delle lettere. Si piantano sopra alle poltroncine capa sotto e di spalle a tutti e non se ne vanno più. Si leggono i libri interi, anche quelli difficili di Moccia, lo scrittore più ricco e venduto della storia della letteratura italiana, lasciano tra le pagine l’orecchietta o un pezzettino di carta, pochi il segnetto a matita. Quando va bene si appapagnano pure, un occhio mezzo aperto e l’altro mezzo chiuso. Perché avete messo tutte quelle poltrone?? Poi spesso viene dalla provincia un uomo che mi fa paura – attentaaa!!! -: il Defecatore. Chiede informazioni sui libri di politica, poi va al bagno e intasa lo scarico incloacando tutto. Perciò i vostri dipendenti scioperano ogni tanto, mica per i contratti. Ma oltre al Defecatore stanno molti che escono e entrano solo per usare la Feltrinelli come orinale. Nessuno vi paga il servizio wc e le pulizie.

«Stanno due matti che fanno rituali strani. Stanno i rattusi che sbirciano i sederi delle impiegate e questo non è bello, poi così nascono i femminicidi ecc... Stanno i dormienti, che arrivano subito dopo pranzo e cadono in catalessi digestiva sui divani. E gli impasticcati (sono quelli che russano). Altri fanno le comitive, fanno le carte, e una volta pure un compleanno. All’ingresso intralciano il traffico le comitive dei cinefili, dei cinofili, dei rapper, delle barbie, gli emo, certe volte escort e clienti e molti che si danno appuntamento all’ora di pranzo per fare le corna o fare le cose sporche.

«È brutto ciò, Inge. Vanno da voi anche dei professori universitari che si fanno le ricerche intere con tanto di taccuini, belli seduti tranquilli, consulta qui, consulta là… E i soldi a voi??? I giornalisti poi non ne parliamo, si ricopiano brani o li incidono parlando piano piano (vergogna!) nei registratori o nei cellulari per fare le recensioni senza manco aprire il libro, uno una volta strappò le pagine!! O si appuntano citazioni per fare i colti al fischietto e invece sono capre forte. Io – attenta Inge, incolpo pure me stesso! - ho brevettato un sistema nuovo di sgrosciatura: fotografo intere pagine con l’iPhoneeee!!! Tipo gli agenti segreti di 007!! E qualcuno già mi imita. Vengono bene».

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