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Sanità: «Tato Greco aiutò Tarantini perche' amici»

BARI – Tato Greco voleva solo "dare una mano ai due amici (Gianpaolo e Claudio Tarantini, ndr) rimasti da poco alla guida della società a seguito della morte prematura del padre". Lo scrivono i giudici della prima sezione penale del tribunale di Bari nelle motivazioni della sentenza con cui nel maggio scorso hanno assolto il consigliere regionale (la Puglia prima di tutto) ed ex deputato Greco, i fratelli Tarantini e tre medici pugliesi accusati d’aver falsificato provvedimenti con cui le forniture di prodotti sanitari venivano dichiarate infungibili, alterando così – per l’accusa – le gare d’appalto per sbaragliare la concorrenza, favorendo gli imprenditori Tarantini
Sanità: «Tato Greco aiutò Tarantini perche' amici»
BARI – Tato Greco voleva solo "dare una mano ai due amici (Gianpaolo e Claudio Tarantini, ndr) rimasti da poco alla guida della società a seguito della morte prematura del padre". Lo scrivono i giudici della prima sezione penale del tribunale di Bari nelle motivazioni della sentenza con cui nel maggio scorso hanno assolto il consigliere regionale (la Puglia prima di tutto) ed ex deputato Greco, i fratelli Tarantini e tre medici pugliesi accusati d’aver falsificato provvedimenti con cui le forniture di prodotti sanitari venivano dichiarate infungibili, alterando così – per l’accusa – le gare d’appalto per sbaragliare la concorrenza, favorendo gli imprenditori Tarantini.

Del resto, rilevano i giudici, "non è stata espletata alcuna consulenza tecnica idonea a dimostrare che, in concreto, all’epoca dei fatti i prodotti commercializzati dalle ditte Tecno Hospital e Gsh fossero in realtà privi di quelle caratteristiche e, pertanto, non unici e infungibili. Di contro - dicono i giudici – sono emersi elementi da cui trarre un giudizio di elevata qualità dei prodotti distribuiti" dalle aziende dei fratelli Tarantini.

Secondo i giudici, quindi, non esisteva alcun "metodo Tarantini" tra il 2001 e il 2004 ed è "arduo ritenere provato il ruolo di socio occulto" di Greco nelle società Tecno Hospital e Gsh. "Appare alquanto strano, infatti, – continuano - che Greco, che doveva rimanere occulto venisse presentato a gran voce come socio a tutti i dipendenti".

"Emerge indubbiamente un interessamento del Greco alle sorti della Gsh – scrivono i giudici – che si è concretizzato, in estrema sintesi, nel raccomandare Claudio e Gianpaolo Tarantini presso alcuni vertici dirigenziali della Asl in forza delle conoscenze politiche proprie e della propria famiglia, per consentire una più intensa penetrazione dei prodotti dagli stessi commercializzati presso i vari presidi ospedalieri. Tale condotta – proseguono le motivazioni – non solo non presenta alcun profilo di illiceità, ma non è sufficiente a ritenere che il ruolo del Greco fosse quello di socio di fatto. Non è trascurabile la circostanza, oggettivamente emersa, che i Tarantini e Greco fossero amici di vecchia data, legati da un rapporto di frequentazione risalente nel tempo e che indubbiamente, l’intento di Greco fosse quello di dare una mano ai due amici".

I giudici sottolineano che "dalle risultanze dibattimentali non emerge in modo certo l’esistenza del pactum sceleris contestato (l'associazione per delinquere formata secondo la Procura di Bari da Greco insieme con i fratelli Tarantini, ndr). Si evince indubbiamente – spiegano i giudici – l'esistenza di un intreccio di affari, di amicizie politiche, di connubi poco chiari che però non superano la soglia della rilevanza penale".

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