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Un pentito salentino svela «Veleni interrati dalla mafia sepolti intorno a Casarano» Nicastro: non sono allarmato

di GIANFRANCO LATTANTE
LECCE - Veleni sepolti e terreni devastati. Un pentito salentino, prima ancora che le dichiarazioni del boss di Gomorra fossero sdoganate, aveva raccontato di rifiuti sepolti nelle campagne salentine. Silvano Galati, di Supersano (uomo forte del clan della Scu del Sud Salento fino al 2005, poi prezioso collaboratore di giustizia che ha svelato alleanze criminali e fatti di sangue) ha indicato agli inquirenti il sito in cui erano stati interrati rifiuti. L’indicazione, rimasta top secret, è stata verificata nel più stretto riserbo. Solo ora, dopo il clamore delle dichiarazioni del pentito dei casalesi Carmine Schiavone, si è appreso che il suggerimento di Galati era stato verificato e che l’accertamento ha svelato una situazione ancora più drammatica di quella descritta dal collaboratore di giustizia. Il sito indicato da Galati, infatti, rientra nell’ambito di una vasta area, trasformata in un cimitero di rifiuti
Il boss Schiavone: «Accordi con la Scu per interrare fusti tossici»
Un pentito salentino svela «Veleni interrati dalla mafia sepolti intorno a Casarano» Nicastro: non sono allarmato
di GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - Veleni sepolti e terreni devastati. Un pentito salentino, prima ancora che le dichiarazioni del boss di Gomorra fossero sdoganate, aveva raccontato di rifiuti sepolti nelle campagne salentine. Silvano Galati, di Supersano (uomo forte del clan della Scu del Sud Salento fino al 2005, poi prezioso collaboratore di giustizia che ha svelato alleanze criminali e fatti di sangue) ha indicato agli inquirenti il sito in cui erano stati interrati rifiuti. L’indicazione, rimasta top secret, è stata verificata nel più stretto riserbo. Solo ora, dopo il clamore delle dichiarazioni del pentito dei casalesi Carmine Schiavone, si è appreso che il suggerimento di Galati era stato verificato e che l’accertamento ha svelato una situazione ancora più drammatica di quella descritta dal collaboratore di giustizia. Il sito indicato da Galati, infatti, rientra nell’ambito di una vasta area, trasformata in un cimitero di rifiuti.

La zona si trova nelle campagne intorno a Casarano (territorio che Silvano Galati conosceva bene) e abbraccia aree industriali ed agricole. L’operazione per accertare la presenza di rifiuti nel sottosuolo è stata coordinata dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, all’e poca applicato alla direzione distrettuale antimafia. Raccolte le verità di Galati, il magistrato ha fatto intervenire anche un mezzo aereo del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri. Il velivolo dotato di una strumentazione d’eccezione ha sorvolato la zona. Una sorta di georadar, montato fra le apparecchiature di bordo, ha consentito di individuare l’area in cui sono stati sepolti rifiuti. Si tratta di una zona così vasta da rendere impossibile la verifica della tipologia di rifiuti. I veleni interrati sono ancora lì.

Da fonti vicine alla Procura si è appreso che il terreno non è stato sequestrato. Gli accertamenti diranno se si tratta degli stessi terreni di cui ha parlato il pentito dei casalesi davanti alla commissione ecomafie. L’audizione risale al 1997: i verbali furono secretati. L’altro giorno il segreto è stato rimosso e le dichiarazioni del pentito con la sua profezia-horror che «nel giro di vent’anni moriranno tutti per tumore» sono state rese pubbliche.

Le verità del collaboratore di giustizia seguono di un giorno l’allarme lanciato dalle colonne della Gazzetta dall’oncologo Giuseppe Serravezza, presidente della Lega contro i tumori di Lecce, che aveva sollecitato indagini sui terreni. A proposito della situazione del Sud Salento, Serravezza ha rilevato u n’incidenza alta di tumori alla vescica: «Come Lega contro i tumori di Lecce», ha sottolineato il professore Serravezza, «ci aspettiamo che anche su questo problema partano indagini serie e che venga fatta luce, in particolare, su quello che per noi rappresenta una situazione di grande preoccupazione, ossia il grave sospetto di una enorme quantità di rifiuti speciali sotterrati nei terreni, che aggraverebbe senza dubbio il rischio di ammalarsi di cancro per tutti i cittadini».

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