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Bari, dopo aggressioni
al Pronto soccorso
cambiano le regole
A Lecce il servizio si allarga

BARI - L’ultimo episodio di intolleranza si è registrato qualche giorno fa quando un anziano, con problemi psichici, ha iniziato a inveire contro il personale del pronto soccorso. Un episodio finito lì, senza alcuna altra conseguenza. Ma a partire dalla prossima settimana, il pronto soccorso del Policlinico, il più grande ospedale del Mezzogiorno, cambierà il sistema di accessi. Il perpetuarsi di aggressioni o minacce nei confronti del personale sanitario, ha spinto la direzione generale a elaborare un piano alternativo che in qualche modo rispondesse alle esigenze dell’utenza e del personale
Bari, dopo aggressioni
al Pronto soccorso
cambiano le regole
A Lecce il servizio si allarga
BARI - L’ultimo episodio di intolleranza si è registrato qualche giorno fa quando un anziano, con problemi psichici, ha iniziato a inveire contro il personale del pronto soccorso. Un episodio finito lì, senza alcuna altra conseguenza. Ma a partire dalla prossima settimana, il pronto soccorso del Policlinico, il più grande ospedale del Mezzogiorno, cambierà il sistema di accessi. Il perpetuarsi di aggressioni o minacce nei confronti del personale sanitario, ha spinto la direzione generale a elaborare un piano alternativo che in qualche modo rispondesse alle esigenze dell’utenza e del personale.

Il manager Vito Dattoli, piantina alla mano, ha riunito i tecnici e, scimmiottando il noto architetto Renzo Piano che realizza le sue opere da semplici «schizzi» su un pezzo di carta, ha dato il via libera ai lavori di maquillage della zona di emergenza. Nessun sconvolgimento degli ambienti anche perchè tutto ciò avverrà continuando a garantire la normale fruizioni delle prestazioni di pronto soccorso. L’importo non è eccessivo, si parla di circa 80mila euro, e impegnerà l’impresa per almeno due mesi. L’obiettivo di Dattoli è creare un filtro agli ingressi che in qualche modo «trattenga » più i parenti che i pazienti. La spiegazione è presto detta. In un pronto soccorso in cui si registrano non meno di 400 accessi al giorno, il vero problema è rappresentato dagli accompagnatori. Se si considera che la maggior parte degli accessi al pronto soccorso riguardano casi non urgenti, cioè codice bianchi e codici verdi, è subito spiegato l’affollamento che si crea nel corridoio di accesso agli ambulatori.

In cosa consisterà la modifica? per prima cosa verrà creata una sala più accogliente per gli accompagnatori dei pazienti che, attraverso alcuni monitor, potranno seguire l’anda - mento delle visite, quindi dei loro cari. Per farla breve, chi si presenta al Policlinico per una slogatura, un malore o una qualsiasi altra forma di malessere che non richieda una particolare urgenza o condizione di barellato, sarà l’unico autorizzato a sostare nel corrdoio degli ambulatori. Ciò, oltre a garantire maggiore privacy limitando a un ambito ristretto i soli pazienti, assicurerà una più «tranquilla» gestione dei flussi dei pazienti. Nom cambia nulla, invece, per la sala rossa che può contare su una zona dedicata e un percorso più diretto. Inoltre, la guardia giurata già attualmente impegnata al pronto soccorso, avrà una funzione più avanzata in tale nuovo percorso: coadiuverà il personale infermieristico impegnato nel cosiddetto «triage» (la procedura di accettazione del pronto soccors o che assegna il codice di priorità), dividendo pazienti e accompagnatori.

Tornando alle fase esecutiva dei lavori, sono stati previsti tre fasi di opere che terranno conto dell’attuale organizzazione dell’attività del Dipartimento di emergenza. Il Policlinico, ricordiamo, dispone altresì di altri due servizi autonomi di pronto soccorso: oculistica e ostetricia-ginecologia. Per intenderci, sono quelli presso i quali i pazienti possono presentarsi direttamente senza passare dal centro di smistamento principale che si trova ad «Asclepios». C’è da augurarsi, dunque, che tale adeguamento consenta di soddisfare al meglio le aspettative dei pazienti e degli stessi operatori: sarà difficile, tuttavia, che cambi qualcosa nelle attese. Fino quando non ci sarà una mendicina territoriale in grado di assorbire parte di questa utenza «non urgente», il problema resterà. E di questo, purtroppo, almeno per ora bisogna farsene una ragione. [n. pepe]

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