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Università, il Pdl chiede:
rivedere regole turn over

BARI – "Non è possibile che i sacrifici e gli sforzi di risanamento compiuti negli ultimi anni dagli atenei del Sud vadano a favore di quelli del Nord e che il nuovo sistema del turn over previsto dal decreto Carrozza vada a rafforzare chi è forte e ad indebolire chi è debole". Lo sostengono i deputati pugliesi del Pdl-Fi, Rocco Palese, Antonio Distaso, Gianfranco Chiarelli, Benedetto Fucci, Roberto Marti, Elvira Savino e Francesco Paolo Sisto che interrogano il ministro della Ricerca e dell’Università, Maria Chiara Carrozza, chiedendo di rivedere quanto prima il decreto pubblicato il 17 ottobre scorso e che sta già facendo insorgere la metà delle Università italiane
Università, il Pdl chiede:
rivedere regole turn over
BARI – "Non è possibile che i sacrifici e gli sforzi di risanamento compiuti negli ultimi anni dagli atenei del Sud vadano a favore di quelli del Nord e che il nuovo sistema del turn over previsto dal decreto Carrozza vada a rafforzare chi è forte e ad indebolire chi è debole". Lo sostengono i deputati pugliesi del Pdl-Fi, Rocco Palese, Antonio Distaso, Gianfranco Chiarelli, Benedetto Fucci, Roberto Marti, Elvira Savino e Francesco Paolo Sisto che interrogano il ministro della Ricerca e dell’Università, Maria Chiara Carrozza, chiedendo di rivedere quanto prima il decreto pubblicato il 17 ottobre scorso e che sta già facendo insorgere la metà delle Università italiane.

"Il decreto con cui vengono assegnati i cosiddetti 'punti organicò – spiegano i parlamentari – ribadisce che il turn-over per il personale universitario, relativamente agli anni 2012 e 2013, è stato fissato al 20% delle risorse rivenienti da pensionamenti e cessazioni dell’anno precedente ed applica la norma, introdotta dalla spending review del Governo Monti, in base alla quale il calcolo del 20% del turn over avviene non più per singoli atenei, ma su base nazionale. Inoltre, l’attuale decreto non pone alcun limite ai punteggi da assegnare a ciascuna università ed utilizza come unico criterio per l'assegnazione dei punteggi l’indice Isef, calcolato sulla base di indicatori quali l’indebitamento, le spese per il personale e, soprattutto, le tasse universitarie (che come si sa vengono pagate anche in base al reddito ed è quindi ovvio che atenei di zone d’Italia in cui i redditi sono più bassi avranno minori introiti)".

"Ciò significa – rilevano i deputati del Pdl – che se, per esempio, l’anno scorso una università del Sud ha pensionato 100 persone, non è detto che quest’anno possa assumerne 20, anzi quasi certamente sarà un’altra università a poter assumere non solo questo 20%, ma anche quello di quella Università del Sud e di tante altre posto che l’attuale decreto non pone più alcun limite. Ecco quindi che, scorrendo la tabella allegata al decreto, risultano fortemente penalizzati atenei come Bari e Foggia, a meno 66%, e fortemente favoriti altri atenei come ad esempio il Sant'Anna di Pisa l’ateneo di cui proprio il ministro carrozza era Rettore e che, certamente per mera coincidenza, risulta primo in classifica con un turn over possibile addirittura del 964%".

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