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Un allevatore di Filiano
«Quelle staccionate
assetano le mie vacche»

di FABIO AMENDOLARA
FILIANO - Un allevatore di Filiano, Giovambattista Carriero (a destra nella foto) denuncia alla Gazzetta: «Le mie vacche stanno morendo di sete perché hanno recintato la sorgente dove si abbeveravano». Le staccionate sono state costruite dalla Forestale per tutelare riserva antropologica Squarciaboschi, ma Carriero rivendica il suo diritto di fida pascolo risalente ai tempi dei Doria
Un allevatore di Filiano
«Quelle staccionate
assetano le mie vacche»
di Fabio Amendolara

FILIANO - «Le mucche di mio padre e quelle di mio nonno pascolavano in questo bosco e così ad are indietro fino ai tempi dei Rossi Doria, ma ora ci dicono di portarle via perché è una riserva antropologica». Giovanni Battista Carriero, 68 anni, allevatore di Filiano con una sessantina di capi in contrada Squarciaboschi - un’oasi naturale del Vulture che da poco è diventata anche «riserva antropologica» - è molto preoccupato. Le sue podoliche rischiano di morire disidratate.Da qualche giorno il Corpo forestale dello Stato ha costruito delle palizzate che impediscono alle mucche di arrivare ai corsi d’acqua.

«Ma noi - spiega l’allevatore - abbiamo i permessi (tecnicamente vengono definiti “fida pascolo”, ndr) sin dal 1972».

E per rivendicare quello che ritiene un suo diritto, oltre che per salvare le sue mucche, ha dato mandato a un legale.

«Ci saranno dei processi», spiega Carriero (il suo avvocato sta preparando le citazioni civili da depositare in Tribunale). «Nel frattempo però - aggiunge l’allevatore - bisogna evitare il deperimento o addirittura la morte degli animali».

Basterebbe aprire un piccolo passaggio, giusto per permettere alle mucche di raggiungere il corso d’acqua che si trova a valle di un parco eolico di recente costruzione. Dall’altro lato della staccionata c’è anche un gabbiotto di ferro che contiene una pompa a motore che tira l’acqua per un piccolo opificio. In pieno bosco passano le guaine dei cavi telefonici. E una fontana pubblica con acqua di sorgente è stata trasformata nel suo aspetto dall’ultima ristrutturazione: sono sparite le pietre di fiume e sono comparsi blocchi di pietra bianca.

Il problema, però, secondo la Forestale, è il pascolo. Che è costato a Carriero e ai suoi familiari anche un procedimento penale, archiviato nel giro di 24 ore dal gip del Tribunale di Potenza.

Il pubblico ministero Gerardo Salvia ha avanzato al gip una richiesta di archiviazione molto argomentata dopo aver ricevuto un’informativa del Corpo forestale dello Stato che segnalava la necessità di sequestrare le mucche.

«Difenderci non è stato facile», spiega Carriero. Trovare la documentazione che attestava le concessioni di «fida pascolo» dopo 40 anni è stata un’impresa.

«I nostri archivi hanno subìto diversi spostamenti e ci è difficile reperire le informazioni richieste in tempi brevi», si è sentito rispondere dalla Regione Basilicata.

Poi «per fortuna» quei permessi sono saltati fuori. E Carriero - tuta blu da operaio, stivaloni, capelli bianchi e mani spaccate dalla fatica - è tornato dalle sue mucche.

«Di qui - annuncia - non mi sposto, perché le carte mi danno ragione». Ora, però, la priorità è salvare gli animali.

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