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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:21

Teatro Piccinni slitta la riapertura Forse nel 2015 Vito Signorile: «Non truccatelo con dannose tecnologie»

di CARLO STRAGAPEDE
BARI - In una città quasi senza teatri il cantiere del Piccinni, avviato alla fine del 2011, secondo le previsioni originarie si sarebbe dovuto protrarre per 24 mesi. Insomma in queste settimane di autunno 2013 già si sarebbe pregustata l’inaugurazione. Poi il termine delle opere di ristrutturazione è slittato alla fine del 2014. Infine all’estate 2015
Il sipario in una «clinica» di Ravenna
Teatro Piccinni slitta la riapertura Forse nel 2015 Vito Signorile: «Non truccatelo con dannose tecnologie»
di CARLO STRAGAPEDE 

BARI - Slitta la riapertura del teatro Piccinni. Almeno fino all’estate del 2015. Il cantiere, avviato alla fine del 2011, secondo le previsioni originarie si sarebbe dovuto protrarre per 24 mesi. Insomma in queste settimane di autunno 2013 gli appassionati di spettacolo avrebbero già dovuto sentire l’acquolina in bocca in vista della inaugurazione del Piccinni rinato. Poi il termine delle opere di ristrutturazione è slittato alla fine del 2014. Così non sarà.

«Prevediamo di completare il restauro per l’estate del 2015», dice l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Marco Lacarra. Da che cosa dipende il ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale? A spiegarlo è l’architetto Davide Cusatelli, tecnico comunale, direttore dei lavori per conto dell’amministrazione: «Mentre procedevamo nella prima fase di restauro sono emerse esigenze che inizialmente non avevamo previsto», afferma Cusatelli. Cioè? «Rimosse le decorazioni dei palchi, ci siamo resi conto che i pilastrini in legno originari non garantiscono il rispetto degli standard di sicurezza attuali. Perciò sarà necessario posizionare aggiunte in metallo. Non solo. Occorre apportare modifiche alle scale gemelle posizionate in prossimità del palcoscenico, nel rispetto della normativa antincendio», chiarisce. E ricorda: «Per permettere questi lavori supplementari è necessaria una determina dirigenziale che approvi una perizia in variante e che poi sia oggetto di una presa d’atto della Regione».

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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