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Bari, Petruzzelli-scandalo?
La parentopoli fu un bluff
e il Gip archivia l'inchiesta

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Al Petruzzelli una parentopoli mai esistitaIl tribunale di Bari ha archiviato l’inchiesta sulla presunta Parentopoli verificatasi alla Fondazione Petruzzelli da parte della Cgil. L’allora sovrintendente Vaccari, quando ha effettuato le 14 assunzioni per l’orchestra, ha agito per tutelare l’interesse pubblico. Cadono nel vuoto le accuse del centrodestra barese, che hanno indotto la Camera del Lavoro a sollecitare un’indagine da parte della Procura al fine di fare chiarezza. Gesmundo: «Difesa la nostra onorabilità, adesso si apre un’altra pagina»
L’ex sovrintendente Vaccari: «Penso a chi ha perso lavoro. So che cosa vuol dire»
Il commissario Fuortes: «Parentopoli non mi riguarda rispetto la decisione»
Bari, Petruzzelli-scandalo?
La parentopoli fu un bluff
e il Gip archivia l'inchiesta
di Ninni Perchiazzi

BARI - «Parentopoli al Petruzzelli: archiviato!». La Cgil ha ideato anche un manifesto per celebrare il decreto con cui il Tribunale di Bari pone la parola fine alle accuse di clientela politica, sindacale o addirittura familiare. «Siamo stati infangati ingiustamente - afferma il segretario generale della Cgil Bari, Pino Gesmundo - sono state dette falsità, e ciò che è più grave è stato fatto sulla pelle dei lavoratori che combattevano per la loro stabilizzazione».

«Oggi, le indagini di Guardia di finanza e Procura, da noi richieste - incalza Gesmundo - dicono che parentopoli al Petruzzelli non c’è mai stata». «Il tribunale ha archiviato tutto, ma ora entriamo in una nuova fase e qualcuno dovrà valutare come viene gestito il teatro», dice, chiamando in causa il commissario della Fondazione, Carlo Fuortes. Sul quale affonda i colpi Massimo Cessaro, segretario nazionale Slc Cgil. «Il nostro dossier - sostiene - su chi ha minato le relazioni sindacali in modo volgare e offensivo deve finire sul tavolo del ministro, che deve pensare alla sua onorabilità e alle persone che colloca a dirigere importanti strutture».

C’è anche Silvano Conti della direzione nazionale. «Vanno ricercate le responsabilità ed imputate - dichiara - perché si è giocato in modo distruttivo. Da anni il deus ex machina della vicenda Petruzzelli è Salvo Nastasi (barese, responsabile della direzione generale per lo Spettacolo dal vivo del Mibac)».

A portare la vicenda agli onori della cronaca è stato il Pdl barese compatto, guidato dal coordinatore cittadino, sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri, e con lui i deputati Antonio Distaso e Simeone Di Cagno Abbrescia e molti altri esponenti cittadini e provinciali del partito. Ma a far approdare la vicenda e le accuse in Procura è stato l’ente camerale, con la richiesta di fare chiarezza.

A distanza di oltre un anno è mezzo, il giudice Susanna De Felice ha emesso un decreto che manda in soffitta tutto il castello di accuse. Le indagini hanno coinvolto l’allora sovrintendente Giandomenico Vaccari per il presunto reato di abuso d’ufficio in seguito all’assunzione di 14 orchestrali (con contratto triennale) dell’Ico della Provincia, tra cui la moglie ed il cugino di Luigi Fuiano, segretario artistico della Fondazione e consigliere comunale. Inoltre l’ipotesi di accordo per le assunzioni è stata siglata da Tonino Fuiano, del sindacato Slc Cgil. Secondo il giudice, «i 14 musicisti - che hanno rinunciato ad un contratto a tempo indeterminato - già noti alla Fondazione per aver prestato la loro opera in tutte le produzione della stessa nei 5 anni precedenti, possedevano indubbiamente tutti i requisiti per poter partecipare ad un eventuale bando». Vaccari, invece, «ha utilizzato la chiamata diretta (come previsto dal contratto nazionale) per esigenze eccezionali (la Provincia aveva ritirato l’orchestra), ma per far fronte alla stagione in corso, superata l’emergenza avrebbe dovuto bandire un concorso». In ogni caso «ha agito con l’intenzione di tutelare l’interesse pubblico».

«Quei concorsi che Vaccari ha tentato invano di bandire per stabilizzare i lavoratori, ma senza ricevere l’autorizzazione da parte del ministero - sottolinea Gesmundo -. «La stessa autorizzazione che invece, con l’arrivo del commissario straordinario Fuortes, è stata immediatamente concessa. E intanto ci sono ancora tanti, troppi lavoratori che soffrono con dignità in attesa venga risolta la loro vicenda occupazionale».

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