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E' un giovane di Botrugno il rapinatore di Saronno Il sindaco: sempre vicino alla famiglia

di GIUSEPPE MARTELLA
BOTRUGNO - È originario di Botrugno l’assassino di Maria Angela Granomelli, la gioielliera di Saronno, in provincia di Varese, uccisa all'interno del suo negozio, il 3 agosto. Si tratta di Alex Maggio, 32 anni, disoccupato. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, ha confessato al termine di un estenuante interrogatorio nella caserma dei carabinieri del Nucleo investigativo del comune lombardo. Ex carabiniere, Maggio aveva lavorato prima in alcuni istituti di vigilanza, poi aveva aperto un maneggio. Da circa tre o quattro anni si era trasferito stabilmente al Nord, per cercare lavoro.
E' un giovane di Botrugno il rapinatore di Saronno Il sindaco: sempre vicino alla famiglia
di GIUSEPPE MARTELLA
BOTRUGNO - Ha ucciso una gioielliera con calci e pugni, durante una rapina. Arrestato, ha confessato ma si è giustificato dicendo «Ho perso la testa». È Alex Maggio, 32 anni, di Botrugno il reo confesso dell’omicidio di Maria Angela Granomelli uccisa a Saronnno lo scorso 3 agosto nel suo negozio. Maggio, da tre anni lontano da Botrugno, ha confessato al termine di un lungo interrogatorio concluso all’alba di ieri. Arrestato, si trova rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio.

«Volevo solo rubare – ha detto Maggio ai carabinieri della stazione di Bollate e al pm della Procura di Busto Arsizio che coordina le indagini, Nadia Calcaterra - poi ho perso la testa, non volevo che accadesse». I militari hanno bussato alla porta di casa di Maggio nella serata di mercoledì, proprio a Bollate, popoloso centro del Milanese: era assieme alla compagna e stava seguendo la partita del Milan in televisione. Condotto in caserma, Alex Maggio, che in Brianza si è trasferito per seguire la sua donna, senza un lavoro fisso e con qualche precedente penale alle spalle, non ha potuto che confermare le accuse che gli venivano mosse.

Pare che a mettere sulla strada giusta gli inquirenti sia stata una segnalazione di un vicino di casa della coppia, il quale ha riconosciuto il 32enne di Botrugno nelle registrazioni della videocamera di sorveglianza del negozio, rese pubbliche nei giorni successivi all’omicidio.

Nel primo pomeriggio del 3 agosto, Maggio, pantaloncini corti a quadri e una t- shirt, entra nella gioielleria «Il dono di Tiffany» e si comporta come un normale cliente. La commerciante per oltre tre quarti d’ora gli mostra collane e braccialetti, il ragazzo appare tranquillo. All’improvviso, però, afferra l’astuccio rigido di una confezione e colpisce la prima volta alla testa la povera donna, continuando poi a infierire sulla malcapitata con calci e pugni su tutto il corpo. Una violenza che pare senza freni quella registrata dai «frame» delle telecamere. Dopo aver ucciso Maria Angela Granomelli, l’assassino salentino resta in negozio un’altra mezz’ora, prima di scappare con alcuni gioielli e lasciare dietro di sé numerose impronte.

Le stesse che ora i Ris di Parma «incroceranno» con quelle del reo confesso. In carcere, Alex Maggio è a disposizione degli inquirenti. Le indagini, nonostante la confessione dell’uomo, continuano infatti a ritmo serrato. In particolare, le attenzioni dei carabinieri sono rivolte all’eventuale ritrovamento degli abiti indossati dal giovane di Botrugno nel corso della rapina e della merce portata via dalla gioielleria.

L’uccisione della gioielliera era tornato sotto la luce dei riflettori negli ultimi giorni,quando il titolare di una catena di compro oro del varesotto ha messo una taglia di 50mila euro a favore di chi avesse fornito notizie utili ai carabinieri. Una iniziativa che aveva diviso opinione pubblica e istituzioni. Le indagini continuano alla ricerca dei preziosi e dei vestiti usati durante la rapina

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