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«Allarme stupri»
Gallipoli stop happy hour
party e alcool in spiaggia

GALLIPOLI – L'allarme per due presunti stupri compiuti dopo lo sballo delle feste gallipoline ha indotto il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, a correre ai ripari e a convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. La decisione presa durante il vertice è muscolare: da oggi e fino alla fine dell’estate, a Gallipoli, non si terranno più gli happy hour pomeridiani nei lidi balneari con conseguente divieto di vendita di superalcolici, i lidi non potranno più organizzare in contemporanea spettacoli e feste (il cui numero sarà ridotto) che dovranno avere un numero di partecipanti previsto dalle autorizzazioni
«Allarme stupri»
Gallipoli stop happy hour
party e alcool in spiaggia
GALLIPOLI – L'allarme per due presunti stupri compiuti dopo lo sballo delle feste gallipoline ha indotto il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, a correre ai ripari e a convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. La decisione presa durante il vertice è muscolare: da oggi e fino alla fine dell’estate, a Gallipoli, non si terranno più gli happy hour pomeridiani nei lidi balneari con conseguente divieto di vendita di superalcolici, i lidi non potranno più organizzare in contemporanea spettacoli e feste (il cui numero sarà ridotto) che dovranno avere un numero di partecipanti previsto dalle autorizzazioni. Le misure adottate sono state proposte dalla stessa associazione di categoria, la Assobalneari, e saranno poi contenute in un’apposita ordinanza.

L'Assobalneari ha voluto così rispondere al monito del prefetto di Lecce che all’inizio della riunione aveva denunciato gli “interessi pesantissimi” che girano attorno ai luoghi di divertimento frequentati dai giovani. “Girano – ha detto il prefetto – bottiglie di superalcolici da dieci litri, con violazioni, tra l’altro, della normativa fiscale. Situazioni che poi finiscono col generare episodi di violenze sessuali, presunte o meno che siano, ai danni di ragazze che vengono travolte da tutto questo”.
La procura di Lecce si è detta soddisfatta per queste prime misure adottate. “La situazione era diventata allarmante”, ha ammesso il procuratore aggiunto di Lecce Ennio Cillo, presente al vertice. Secondo il magistrato, “è importante che oggi operatori e amministratori abbiano preso da subito l’impegno a modificare una serie di autorizzazioni, spazi e abitudini che stavano consentendo una degenerazione, anche se, è bene dirlo, i casi di violenza sessuale sui quali stiamo indagando non sono peculiari ad un allarme specifico su Gallipoli ma piuttosto sintomo di un disfacimento dei costumi che si sta registrando dovunque”. Infatti, una delle denunce di stupro su cui indaga la polizia sarebbe lacunosa e a tratti inverosimile e potrebbe essere servita a giustificare un rapporto consenziente.

“O si capisce – ha spiegato il prefetto Perrotta – che la tutela dei giovani, dell’incolumità pubblica e l’affermazione della legalità non sono valori negoziabili e che non limitano la libertà economica ma la esaltano, o si dovrà passare ad azioni forti, come già accaduto a Porto Cesareo dove a causa dell’illegalità diffusa, la stagione è stata a rischio fino all’ultimo”. Sullo sfondo di questa vicenda c'è la città di Gallipoli, una delle mete preferite del Mediterraneo per il suo centro storico fatto di stradine tortuose, corti, chiese e palazzi storici. E per il suo mare, lo Ionio, da sempre ambito dai turisti. Anche se migliaia di giovani, ogni giorno, amano passare tutto il tempo nei lidi balneari che nel pomeriggio vengono trasformati in discoteche all’aperto. Fino a ieri nei lidi l’alcol scorreva a fiumi e i ragazzi si passavano bottiglioni di vodka già a mezzogiorno.

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