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Decesso di un pazientesei medici condannatinel processo d'Appello

casaranoAssolti in primo grado, sei medici dell’ospedale di Casarano vengono condannati in Appello. La Corte ha disposto un risarcimento danni (da quantificarsi in sede civile) per i familiari di Bruno Sticchi, 46enne originario di Supersano, deceduto nel 2006 per una tromboembolia polmonare. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Vincenzo Scardia.

Il processo di secondo grado è stato istruito sulla scorta di un doppio appello presentato dall’avvocato di parte civile Francesco Accoto e dal sostituto procuratore generale Nicola D’Amato. L’accusa di omicidio colposo è stata contestata a Cesare Cavalera, 64enne di Casarano, Renato Borrelli, 56 anni, di Lecce, Donato Bacca, di 63, di Casarano, Antonio Metrangolo, 51enne di Tricase e Roberta Renni, di 44, di Maglie. Secondo l’accusa, i sanitari, in servizio presso il reparto di medicina, avrebbero “concorso nel decesso del 46enne” perché non avrebbero predisposto un approfondimento clinico e strumentale nonostante il paziente accusasse uno stato febbrile e difficoltà respiratorie. Nel corso delle indagini, l’allora gip Antonio Del Coco dispose anche una perizia medico-legale che evidenziò presunte negligenze del personale medico. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe e Pasquale Corleto, Stefano De Francesco, Pietro Nicolardi e Vincenzo Vergine. [f.oli.]

casaranorisarcimento per la famiglia

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