POTENZA - Una leggina estiva. Tre articoli di poco più di mezza pagina, presentati dai consiglieri Francesco Mollica (Udc) ed Ernesto Navazio (Scelta civica), da far approvare ed inserire nell’assestamento di bilancio. Per sistemare amici e parenti. Per piazzare, prima della fine della legislatura, i collaboratori di gruppi e singoli consiglieri. La nona consiliatura sta per finire, il destino degli esponenti politici è appeso al filo del voto, ma nell’incertezza su quello che accadrà i consiglieri si affidano ad un emendamento per «sistemare definitivamente» i loro collaboratori e quelli dei gruppi. Come? Con un «ruolo speciale a cui potranno accedere tutti i soggetti operanti alla data dell’approvazione della legge e che ne facciano regolare domanda nei 60 giorni successivi alla data di pubblicazione dell’avviso».
Traduzione: una long list a cui potranno iscriversi solo quei soggetti che operano in Regione al momento dell’approvazione della legge, ossia nella settimana compresa tra 30 luglio ed il primo agosto, giorni in cui dovrebbe - secondo il calendario ufficiale - essere approvato l’assestamento di bilancio. E considerato che la garanzia del ritorno negli scranni del Consiglio regionale non l’ha nessuno, ecco che viene previsto che dovranno essere i consiglieri regionali delle prossime consiliature a doversi avvalere - nell’organizzare le segreterie - dei collaboratori scelti dalle long list utilizzando «almeno il 50 per cento del plafond economico» assegnato con il contributo spese per i gruppi consiliari. E la fiducia dietro cui i consiglieri si trinceravano quando qualcuno chiedeva loro i criteri di scelta dei collaboratori? E la necessaria affidabilità evocata di fronte alle critiche? Evidentemente poco o nulla deve valere per i futuri consiglieri che si troveranno costretti o a fare a meno dei collaboratori o a pescare nella long list.
Insomma, una legge estiva che rischia di diventare un nuovo boomerang contro la «casta». Perchè se è vero che, ad oggi, è solo una proposta (bisogna attendere per capire se il Consiglio l’approverà o meno) è altrettanto vero che se dovesse passare non potrebbe non correre il rischio di apparire come «un’operazione clientelare». L’ultima operazione di un Consiglio che ha già le valige pronte.
















