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La perizia della difesa: «Tumori a Taranto? Colpa delle sigarette, non dell'Ilva» Il commissario nella bufera Bondi: mai detto che fumo inquina più dell'Ilva Vendola: Ilva la punta dell'iceberg La lettera di Bondi - Il rapporto dei periti

TARANTO - E' bufera sul commissario straordinario dell'Ilva Enrico Bondi dopo la pubblicazione della perizia che l'azienda tarantina aveva commissionato a 4 docenti universitari sugli effetti dell'inquinamento per la salute della popolazione, e che è stata consegnata nel giugno scorso. Nel dossier di 44 pagine che Bondi ha ritenuto di consegnare alla Regione Puglia, si cerca di dimostrare che l’eccesso di tumore del polmone registrato a Taranto è dovuto non agli effetti dei fumi del siderurgico ma agli stili di vita dei tarantini perché «è noto che a Taranto, città portuale, Ia disponibilità di sigarette era in passato piu alto rispetto ad altre aree del Sud». Le frasi dei periti di parte hanno però investito lo stesso Bondi. ll commissario straordinario nella lettera inviata a Vendola ha scritto che dalla memoria emerge come i criteri adottati e Ia procedura valutativa seguita dall’Arpa e dalla Regione Puglia nel rapporto sulla valutazione del danno sanitario dello stabilimento Ilva di Taranto "presentino numerosi profili critici"
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LA CRONACA DI IERI
La perizia della difesa: «Tumori a Taranto? Colpa delle sigarette, non dell'Ilva» Il commissario nella bufera Bondi: mai detto che fumo inquina più dell'Ilva Vendola: Ilva la punta dell'iceberg La lettera di Bondi - Il rapporto dei periti
E' bufera sul commissario straordinario dell'Ilva Enrico Bondi dopo la pubblicazione della perizia che l'azienda tarantina aveva commissionato a 4 docenti universitari sugli effetti dell'inquinamento per la salute della popolazione del capoluogo jonico, e che è stata consegnata nel giugno scorso. Nel dossier di 44 pagine che Bondi ha ritenuto di consegnare alla Regione Puglia, si cerca di dimostrare che l’eccesso di tumore del polmone registrato a Taranto è dovuto non agli effetti dei fumi del siderurgico ma agli stili di vita dei tarantini perché «è noto che a Taranto, città portuale, Ia disponibilità di sigarette era in passato piu alto rispetto ad altre aree del Sud». Le frasi dei periti di parte hanno però investito lo stesso Bondi. ll commissario straordinario nella lettera inviata a Vendola ha scritto che dalla memoria emerge come i criteri adottati e Ia procedura valutativa seguita dall’Arpa e dalla Regione Puglia nel rapporto sulla valutazione del danno sanitario dello stabilimento Ilva di Taranto "presentino numerosi profili critici", e chiede quindi che tali profili "siano compiutamente e concretamente considerati".
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di Mimmo Mazza

TARANTO - C’è chi invoca le dimissioni (Pd, Sel, Movimento 5 Stelle, Verdi), chi preferisce un silenzio tra il complice (il Pdl, a tutti i livelli) e l’inspiegabilmente distante (il sindaco di Taranto Ezio Stefàno) e chi, come il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, tenta di correre ai ripari.Il giorno dopo lo scoop della Gazzetta del Mezzogiorno e del Fatto Quotidiano sulla lettera che il commissario straordinario dell’Ilva Enrico Bondi ha inviato il 27 giugno scorso al governatore Nichi Vendola per contestare il contenuto della valutazione del danno sanitario, il mondo della politica riflette sulla scelta fatta dal Governo Letta di nominare quale commissario straordinario dell’Ilva proprio colui il quale era stato chiamato dalla famiglia Riva nell’aprile scorso a guidare l’azienda, finita sotto inchiesta per disastro ambientale. Una scelta di continuità che ora sembra mostrare la corda, tanto da indurre il ministro Orlando a convocare Bondi per una riunione urgente.

frase incriminata bondi ok

Il commissario straordinario nella lettera inviata a Vendola ha scritto che «i criteri adottati e Ia procedura valutativa seguita dall’Arpa e dalla Regione Puglia nel rapporto sulla valutazione del danno sanitario dello stabilimento Ilva di Taranto presentino numerosi profili critici, sia sotto il profilo dell'attendibilita scientifica, sia sotto il profilo delle conclusioni raggiunte», allegando poi un dossier di 44 pagine nel quale si cerca di dimostrare che l’eccesso di tumore del polmone registrato a Taranto è dovuto non agli effetti dei fumi del siderurgico ma agli stili di vita dei tarantini perché «è noto che a Taranto, città portuale, Ia disponibilità di sigarette era in passato piu alto rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni '70». Conclusioni che hanno provocato tantissime reazioni, tutte indignate.

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