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Nel Parco dei Paduli
hotel biodegradabili
Saranno i primi d'Italia

SAN CASSIANO - Sorgeranno nel Parco dei Paduli i primi «alberghi biodegradabili» d’Italia. Sono stati resi noti i vincitori del concorso di idee «Nidificare i paduli», nato per la realizzazione di rifugi temporanei e diffusi destinati ad ospitare, nel territorio protetto, studenti, cicloturisti e visitatori. Trentotto in tutto i progetti arrivati da ogni parte d’Italia, ma anche dall’estero. La giuria ha selezionato i progetti «Lovo» e «Nido dei Paduli». Ai vincitori andrà un contributo di 7mila euro, da utilizzare per la realizzazione dei prototipi dei rifugi
Nel Parco dei Paduli
hotel biodegradabili
Saranno i primi d'Italia
SAN CASSIANO - Sorgeranno nel Parco dei Paduli i primi «alberghi biodegradabili» d’Italia. Sono stati resi noti i vincitori del concorso di idee «Nidificare i paduli», nato per la realizzazione di rifugi temporanei e diffusi destinati ad ospitare, nel territorio protetto, studenti, cicloturisti e visitatori. Trentotto in tutto i progetti arrivati da ogni parte d’Italia, ma anche dall’estero. La giuria ha selezionato i progetti «Lovo» e «Nido dei Paduli»: le due idee hanno primeggiato perché rispondenti in pieno ai criteri di integrazione con il paesaggio. Ai vincitori andrà un contributo di 7mila euro, da utilizzare per la realizzazione dei prototipi dei rifugi.

«Lovo» è stato presentato da Antonio Sportillo, Simona Bartoletti, Filippo Cavalli e Giulio Vignoli, architetti «under» 29 anni che operano tra Parma e Brindisi. Hanno proposto la realizzazione di uno spazio accogliente e luminoso ottenuto con i materiali impiegati nell’olivicoltura: sacchi di juta, fili di nylon, reti per la raccolta delle olive. Le stanze sono realizzate intorno ai tronchi degli ulivi e sono illuminate da luci calde che trasformano il territorio in una distesa di lanterne.

È stato ideato da un gruppo di studenti di Architettura dell’Università di Firenze, invece, «Nido dei Paduli». Gli autori, Tommaso Secchi e Lucia Frascerra, hanno progettato dei «nascondigli» simili a nidi, realizzati interamente in canne e canniccio, che abbracciano gli alberi d’ulivo. Nelle strutture, posizionate direttamente sul terreno, ci sono un ingresso, un disimpegno e una zona letto. Nella realizzazione del progetto con gli studenti ha collaborato Davide Pedrini.

p.t.

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