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Cassazione: Meredith forse
morta per un gioco erotico
E bacchetta Corte d'Appello
Sollecito avvia raccolta fondi via web

ROMA – Con un verdetto dettagliato e puntiglioso di 74 pagine, che non fa sconti, la Cassazione bacchetta duramente il proscioglimento di Amanda Knox e Raffaele Sollecito emesso dalla Corte di Assise di Appello di Perugia il 3 ottobre 2011 in relazione all’accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher, la notte tra il primo e il due novembre del 2007 a Perugia. Senza giri di parole la Suprema Corte scrive che il ragionamento seguito dai giudici di merito è del tutto "illogico"
Cassazione: Meredith forse
morta per un gioco erotico
E bacchetta Corte d'Appello
Sollecito avvia raccolta fondi via web
ROMA – Con un verdetto dettagliato e puntiglioso di 74 pagine, che non fa sconti, la Cassazione bacchetta duramente il proscioglimento di Amanda Knox e Raffaele Sollecito emesso dalla Corte di Assise di Appello di Perugia il 3 ottobre 2011 in relazione all’accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher, la notte tra il primo e il due novembre del 2007 a Perugia. Di quella sentenza, leggendo le motivazioni – depositate oggi – in base alle quali i supremi giudici lo scorso 26 marzo hanno disposto il processo di appello bis per i due ex fidanzati, non rimane in piedi nulla.
Senza giri di parole la Suprema Corte scrive – relatore Piera Caprioglio, presidente Severo Chieffi – che il ragionamento seguito dai giudici di merito è del tutto "illogico", che è stata fatta una lettura "atomistica" delle risultanze di indagine, che sono state ignorate le regole del diritto e della procedura, che senza motivo e senza seguire il parere dei massimi esperti non sono state portate a compimento le perizie genetiche sui dna raccolti e sul coltello trovato in casa di Sollecito.

Tra gli scenari che possono fare da 'cornice' al delitto, la Cassazione indica – ai magistrati fiorentini ai quali passerà il fascicolo – quello del gioco erotico sfuggito di mano. Ma l’avvocato Giulia Bongiorno – che ha difeso il giovane pugliese – avverte che "se gioco erotico c'è stato, si cerchino gli altri protagonisti che non sono certamente Raffaele Sollecito e Amanda Knox: la prova scientifica dimostra infatti che non ci sono tracce di dna di Sollecito e della Knox sulla scena del delitto". Ma, appunto, anche il capitolo delle tracce biologiche non è da considerarsi chiuso e, anzi, è finito nel mirino degli 'ermellinì per la sciatteria con la quale è stato condotto.

Soddisfazione è stata espressa dai legali dei familiari della vittima, avvocati Francesco Maresca, Serena Perna e Vieri Fabiani. A loro avviso la Corte "ha accolto totalmente le tesi del procuratore generale e della parte civile criticando pesantemente la superficialità dell’esame svolto dai giudici d’appello e la non completezza delle perizie. C'è stato in particolare il totale naufragio dell’esclusione della simulazione di furto, ora rimessa in gioco".

Per il segretario del Sap di Perugia Fabio Tristaino, queste motivazioni "confermano la correttezza e la serietà delle indagini svolte dalla polizia scientifica e dalla squadra mobile di Perugia. Il processo ha registrato purtroppo influenze e pressioni esterne, anche estere, che ne hanno condizionato gli esiti, soprattutto in appello. Adesso ci è resa almeno in parte giustizia: troppi elementi di prova sono stati trascurati".

Probabilmente a partire dal prossimo autunno, l’appello bis - stando alle indicazioni emanate dalla Prima sezione penale della Cassazione – dovrà servire "non solo a dimostrare la presenza dei due imputati nel locus commissi delicti, ma ad eventualmente delineare la posizione soggettiva dei concorrenti di Rudie Guede (ndr, l’unico condannato con rito abbreviato), a fronte del ventaglio di situazioni ipotizzabili". Si tratta di un ventaglio di possibilità – affermano i supremi giudici – "che vanno dall’accordo genetico sull'opzione di morte, alla modifica di un programma che contemplava inizialmente solo il coinvolgimento della giovane inglese in un gioco sessuale non condiviso, alla esclusiva forzatura ad un gioco erotico spinto di gruppo, che andò deflagrando, sfuggendo al controllo".

Si dovrà, inoltre, fare chiarezza sulle persone che erano nella casa di Via della Pergola dove si è consumato l’omicidio a colpi di coltellate, quella fatale alla gola. Anche sull'ora della morte di 'Mez', la Cassazione dissente dalla sentenza d’appello – che la aveva collocata verso le 21-21,30 – e ritiene degne di attendibilità le testimonianze di tre donne che avrebbero sentito urlare la ragazza inglese attorno alle 23-23,30 mentre poco dopo sarebbero stati gettati in una scarpata i suoi due cellulari.

E Amanda Knox da Seattle dove è tornata una volta libera, informata dai suoi avvocati, chiede: "quante udienze ci vorranno?". "Amanda – ha detto l’avvocato Ghirga – vuole sapere quando ci sarà e come funzionerà il nuovo processo d’appello. Cosa che le comunicheremo appena ci sarà più chiara la situazione". Per l’avvocato Ghirga la partita "è aperta". "Affronteremo serenamente – ha aggiunto – il giudizio d’appello a Firenze. Con la consapevolezza di sempre, cioè che Amanda e Raffaele non erano nella stanza del delitto quando Meredith venne uccisa".

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