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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:22

Democrat pugliesi: «no» al «ribaltone» con il M5S

di ROBERTO CALPISTA 
BARI - L’imbarazzo è evidente. Tanto che otto parlamentari del Pd sui diciotto pugliesi si affidano alla formula del «non è il tema del giorno». Però senza dubbio l’uscita estiva dell’ex segretario del partito Pier Luigi Bersani, ha creato confusione ora che i cocci si stavano rimettendo insieme. Allora alla domanda secca «meglio le larghe intese o il ribaltone con Sel e chi è d’accordo (pochi sembra) del M5S?», fatta eccezione per Antonio Decaro, il coro è di rinvio al mittente della seconda ipotesi
Democrat pugliesi: «no» al «ribaltone» con il M5S
di ROBERTO CALPISTA 

BARI - L’imbarazzo è evidente. Tanto che otto parlamentari del Pd sui diciotto pugliesi si affidano alla formula del «non è il tema del giorno». Però senza dubbio l’uscita estiva dell’ex segretario del partito Pier Luigi Bersani, ha creato confusione ora che i cocci si stavano rimettendo insieme. Allora alla domanda secca «meglio le larghe intese o il ribaltone con Sel e chi è d’accordo (pochi sembra) del M5S?», fatta eccezione per Antonio Decaro, il coro è di rinvio al mittente della seconda ipotesi, magari con motivazioni e strategie diverse.

Chi non ha peli sulla lingua è il neo deputato Michele Pelillo: «L’esperienza fatta in queste settimane alla Camera e come componente della commissione finanze, mi ha convinto che - fatte le debite e scarse eccezioni - gli eletti 5Stelle siano del tutto inadeguati e con un apporto vicino allo zero. I colleghi di Sel invece sono felicissimi di fare opposizione, è nel loro dna. Di conseguenza non vedo alternative». In realtà - sarebbe il ragionamento - Bersani è visto come il «morto (politicamente) che parla», stretto tra la presenza ingombrante di Matteo Renzi, da un governo che inizia a marciare, e da un congresso di partito che si avvicina.

Così Dario Ginefra gioca la carta delle «larghissime intese» e spiega: «Finora i 5Stelle hanno votato con noi tutti gli atti legislativi. C’è poi un governo e un parlamento che hanno assunto impegni con il presidente Napolitano e con gli italiani per riforme istituzionali e costituzionali. Invece di dar luogo a uscire accademiche e in chiave puramente congressuale, sarebbe meglio un’unità d’intenti più ampia possibile».

Larghe intese «no» anche per Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio: «Escludo categoricamente ribaltoni e maggioranze diverse dall’attuale. Sarebbe comprensibile un discorso sull’alternativa solo se Bersani sapesse che un pezzo di maggioranza sta per fare un passo indietro, ma non credo che né Monti né Berlusconi staccheranno la spina».
Mentre l’ipotesi dell’Italia Bene Comune (Pd più Sel) con l’aggiunta di pezzi del MoVimento, appare fuori tempo massimo e «avventata» a Liliana Ventricelli. «Vedremo cosa accadrà in futuro. Il Pd deve semmai dettare la linea ed evitare le strumentalizzazioni del Pdl».

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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