Cerca

«Pugliacomics»: ecco i nostri fumettisti che volano all’estero

di BIAGIO VALERIO
Tu vuò fà l’americano. Sì, ai pugliesi del fumetto riesce assai bene. Sono davvero tanti gli artisti di Puglia – ormai un marchio di fabbrica – che si fanno valere Oltreoceano ma anche Oltralpe, nella patria della bédé, la bande dessinée (striscia disegnata). Il loro successo sta aumentando di pari passo con la «scomparsa» della carta, da quando, cioè, i plichi con le tavole disegnate non viaggiano più e, al loro posto, c'è il fiume di bit generato da scanner e, soprattutto, tavolette grafiche
«Pugliacomics»: ecco i nostri fumettisti che volano all’estero
di BIAGIO VALERIO

Tu vuò fà l’americano. Sì, ai pugliesi del fumetto riesce assai bene. Sono davvero tanti gli artisti di Puglia – ormai un marchio di fabbrica – che si fanno valere Oltreoceano ma anche Oltralpe, nella patria della bédé, la bande dessinée (striscia disegnata). Il loro successo sta aumentando di pari passo con la «scomparsa» della carta, da quando, cioè, i plichi con le tavole disegnate non viaggiano più e, al loro posto, c'è il fiume di bit generato da scanner e, soprattutto, tavolette grafiche.

Un disegno può viaggiare all’istante in ogni parte del mondo; le matite sono sempre più senza confini. Quando ancora non era così, però, c’era già qualcuno che aveva rotto il ghiaccio, tanto che lo definivano troppo «americano» per il mercato nostrano. Un esempio è Pino Rinaldi (1957, Gravina di Puglia), che prende l’onda delle major del fumetto supereroistico: collabora con la Marvel Uk e pubblica la miniserie Wild Angel nel 1993. Due anni dopo, il grande salto alla Marvel Comics, prima con Freedom e poi Clan Destine di cui continua i disegni dopo l’abbandono del grandissimo Alan Davis. Seguono lavori su Fantastic Force, Ultraverse vs X-Men, Ultraforce, Captain America, Thor.

Un altro che ci sa fare con mantelli e supermuscoli è Salvatore Velluto (1956, Taranto) che negli anni Ottanta vola negli Usa mette le mani, ed i pennelli, sui miti del comicdom a stelle e strisce: Justice League, Pantera Nera, Moon Knight. Curiosamente ora lavora molto per l’Europa - in questo mestiere non esistono confini - e disegna l’immor tale Phantom (in italia era l’Uomo mascherato, l’ombra che cammina) per la svedese Egmont. E’ proprio lui a ricordare, in una intervista, i pacchi di fotocopie che inviava ai redattori americani fino al primo, fatidico, incarico. Ora vive stabilmente nello Utah ma nel suo profilo Fb campeggia un tramonto rossissimo sul Mar Piccolo.

Emilio Urbano (classe 1974, di Manduria) rappresenta il piccolo grande esempio per tanti aspiranti disegnatori di successo: ama cartoni e fumetti tanto da frequentare scuole e corsi compresa la prestigiosa Accademia Disney. Ora lavora per i migliori: in Belgio con Le Lombard (quelli di Tintin e dei Puffi), altrove con la Disney di ogni latitudine. Urbano lavora dalla solare Lecce ed ogni giorno la sua attività consiste nel mettersi alla tavoletta e disegnare: in questo periodo è al lavoro su Paperino per il mercato nord-europeo e sui mostri del nuovo film d’animazione Pixar, Monster University. Ma sono suoi i personaggi delle «versioni fumetto» di film acclamatissimi come Up, Ratatouille, Brave.

«Tutto iniziò disegnando Trilly, tanti anni fa – racconta – ed ora mi sento parte di una famiglia, tanto che faccio parte di un piccolo film: ognuno di noi freelance ha mandato un video alla casa madre e con questo verrà montato un film sui tanti autori Disney sparsi per il mondo».

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400