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Trivelle: Fai, inaccettabile
decisione ministro Guidi

Petrolio: M5S: Regione Puglia dica no a progetto Tempa rossa

ROMA- «Incomprensibile e inaccettabile la decisione del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi di autorizzare la ricerca petrolifera al largo delle Isole Tremiti, in un’area tra le più delicate del nostro Paese per il paesaggio e la biodiversità marina, aggirando con un decreto attuativo rilasciato il 31 dicembre la disposizione - salutata dalla nostra Fondazione - con grande favore, della legge di stabilità che dall’indomani avrebbe bloccato simili concessioni». E’ il commento del Fai (Fondo ambiente italiano), che punta il dito anche sull'atto del Ministero con cui si 'congelà la concessione a oggi più contestata in assoluto, quella relativa ad Ombrina Mare progettata davanti alle coste abruzzesi. «Renzi spieghi il perchè di una tale politica di intervento».


L’associazione ambientalista presieduta da Andrea Carandini, ricorda che solo qualche mese fa il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato 11 concessioni al largo della Puglia e 1 al largo del Parco del Delta del Po, per un totale di 69 concessioni operative di estrazione e 24 di ricerca. "Non comprendiamo, nè riusciamo ad accettare una tale tracotante politica di intervento, proprio quando ben dieci Regioni, sostenute da cittadini, Enti Locali e Associazioni, hanno chiesto attraverso lo strumento del Referendum di fermare questa corsa all’oro nero in Adriatico, dannosa per il turismo e l'ambiente, e per nulla strategica per l’Italia».


Le riserve accertate e presunte nei nostri mari, fa notare il Fai, «sono molto scarse: 10,6 milioni di barili (dati Ministero dello Sviluppo Economico 2014), che potrebbero coprire appena 10 settimane dei nostri consumi petroliferi annui».
Ben venga a questo punto, prosegue il Fai, «il Referendum che chiede di ripristinare il divieto di qualunque attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi entro 12 miglia dalla costa. E’ l’unico strumento in grado di bloccare le concessioni future e stabilire un principio di garanzia, tra le necessità dello sviluppo economico e della tutela ambientale e paesaggistica».

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