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Sbarco di migranti nel Salento
recuperato cadavere di una donna
Si cercano altri quattro dispersi

Sbarco di migranti nel Salento si cercano cinque dispersi

foto Toma

CASTRIGNANO DEL CAPO (LECCE) - Nel cimitero blu del Canale d’Otranto tornano a sprofondare i corpi di altre anime innocenti. Uno questa volta, ma il timore è che il bilancio della tragedia possa essere più grave se si pensa che almeno un altro migrante, forse una donna, è disperso mentre altre sette persone (tra cui un bimbo di 10 anni e una donna incinta) sono ricoverate negli ospedali del Salento per contusioni e ipotermia. Altri quattro migranti, invece, sarebbero fuggiti subito dopo lo sbarco.


La nuova tragedia del mare è avvenuta a Capo di Leuca, in quel Canale d’Otranto che negli anni scorsi è stato teatro di molti naufragi con centinaia di morti accertati, ma anche di clandestini scomparsi tra i flutti, anche dopo essere stati gettati in mare dagli scafisti e mai più ritrovati.


La vittima è una donna somala di 32 anni che i traghettatori, attorno alle 3:30 della notte scorsa, hanno scaraventato in acqua assieme a sei ragazze. La donna era a bordo di un semicabinato sul quale c'erano complessivamente 42 migranti partiti un paio di giorni fa dalla Grecia. Il corpo è stato recuperato vicino ad uno scoglio, in località Felloniche, non lontano da Capo di Leuca. E’ stato avvistato da un pescatore che ha dato l’allarme dopo aver visto un gomito sporgere dall’acqua. La vittima indossava un paio di jeans arrotolati e un reggiseno. Il maglione le era stato sfilato dal movimento del mare.


La salma ha ricevuto la benedizione del vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, giunto sul posto per assistere i migranti che erano terrorizzati. «Queste tragedie - ha detto il vescovo - dovrebbero portare tutti, soprattutto coloro che hanno la responsabilità politica, ad affrontare questi problemi, ad accelerare i passi, perchè queste tragedie non accadano più. Non serve più solo dolore e pietà».


Dell’immigrazione ha parlato anche Papa Francesco davanti al Corpo diplomatico in Vaticano. «Una particolare riconoscenza - ha detto il Papa - desidero esprimere all’Italia, il cui impegno deciso ha salvato molte vite nel Mediterraneo e che tuttora si fa carico sul suo territorio di un ingente numero di rifugiati. Auspico che il tradizionale senso di ospitalità e solidarietà che contraddistingue il popolo italiano non venga affievolito dalle inevitabili difficoltà del momento, ma, alla luce della sua tradizione plurimillenaria, sia capace di accogliere ed integrare il contributo sociale, economico e culturale che i migranti possono offrire».


Gli sbarchi della scorsa notte sono avvenuti in tre punti diversi della costa salentina: prima a Marina di Novaglie, in località Ciolo, dove un primo gruppo di migranti è stato trovato sugli scogli, poi a Leuca e, infine, a Felloniche dove i migranti sono stati ritrovati lungo una strada. Complessivamente sono state rintracciate e soccorse 36 persone. Sulla vicenda la procura di Lecce ha avviato un’indagine per identificare i traghettatori e l’organizzazione criminale che gestisce i traffici verso la Puglia. 

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