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La campagna

Trivelle, M5S parte da Bari
«Giù le mani dal nostro mare»

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BARI - «Punta ad arrivare in almeno sette regioni» la campagna 'Giù le mani dal nostro marè con cui i Cinquestelle intendono sensibilizzare i cittadini sui rischi delle trivellazioni in Adriatico. Lo ha detto il deputato dei Cinquestelle, Giuseppe Brescia, parlando con i giornalisti oggi a Bari, città da cui la campagna è partita. E’ intervenuto, tra gli altri, il naturalista Gianpaolo Pennacchioni.

«A livello mondiale - ha aggiunto Brescia - si discute di tutela dell’ambiente, e noi nel nostro piccolo diciamo che crediamo al mare come risorsa per una economia sostenibile. E lo facciamo per tutto l’inverno con tecnici che supportano le nostre tesi». Per Pennacchioni, «sia il metodo di ricerca sia eventuali reali pericoli che possono derivare dalle estrazioni in un mare chiuso come l’Adriatico e con le correnti che porterebbero in giro per l’Adriatico gli inquinanti senza risparmiarne un centimetro, è un rischio troppo elevato da correre. Il gioco non vale la candela». «Dovremmo fare una scelta drammatica - ha rilevato - o il petrolio o il turismo e la pesca».

«La ricerca - ha ricordato Pennacchioni - avviene con il metodo dell’Air gun, letteralmente pistola ad aria con cui vengono sparate bolle d’aria ad altissima velocità con un suono che supera il 370 decibel». «E questo - ha concluso - interferisce con gli organismi marini, in particolare i cetacei. Sono già morti sette capodogli per questo».

Sollevare il conflitto di attribuzione dinanzi alla Consulta: è quanto chiederanno i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo che ieri la Cassazione ha bocciato, in seguito alle modifiche introdotte con la legge di Stabilità, cinque dei sei quesiti referendari contro le trivellazioni presentati da dieci Regioni (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise).

Ad essere dichiarato ammissibile, al momento, è soltanto il quesito che riguarda il divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine.

Oggi, in occasione del lancio della campagna 'Giù le mani dal nostro marè, il capogruppo dei Cinque Stelle alla Regione Puglia, Antonella Laricchia, ha spiegato ai cronisti che «il lato positivo è che un fronte rimane aperto, quello delle trivellazioni in mare a una certa distanza».

«Tuttavia - ha aggiunto - adesso impegneremo la Regione Puglia, insieme alle altre» che hanno proposto i quesiti referendari, «a sollevare il conflitto di attribuzione dinanzi alla Consulta, per recuperare quanto bocciato ieri dalla Cassazione».

«La battaglia del M5S per difendere il nostro mare non si ferma mai - ha aggiunto - perché il mare ci porta lavoro, salute e tanti turisti». Per Laricchia «nel momento in cui solleveremo il conflitto di attribuzione, saranno bocciate le modifiche apportate alla legge di Stabilità, introdotte proprio per minare questo referendum».

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