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Taranto

Ilva, Medici per l'ambiente
«Proroga termini Aia un delitto»

Ilva a Taranto

Lo stabilimento Ilva

TARANTO - «Contestiamo con forza lo slittamento dal 4 agosto 2016 al 30 giugno 2017 del piano di applicazione delle prescrizioni Aia in quanto riteniamo questo ritardo inconcepibile e delittuoso per una città come Taranto, che ha subito e continuerà a subire danni sanitari enormi». Lo affermano in una nota i referenti di Taranto dell’Isde, associazione 'Medici per l’Ambientè, riferendosi all’ultimo decreto sull'Ilva.

«Tale ritardo - aggiungono - comporterà un ulteriore allungamento del periodo di esposizione critica della popolazione al complesso di inquinanti ambientali, con inevitabili conseguenze sanitarie ed economiche sia nel breve che nel lungo termine, anche in considerazione di meccanismi di trasmissione trans-generazionale del rischio». I Medici per l'Ambiente ricordano che «per Arpa Puglia, se anche l’Aia venisse applicata come previsto (e questo decreto concede ulteriori 11 mesi di proroga), per i tarantini residuerebbe un rischio sanitario inaccettabile, legato all’attività dell’Ilva. Non dimentichiamo - sottolineano - che l’ultimo aggiornamento dell’Istituto superiore di Sanità sugli indicatori epidemiologici in età pediatrica nell’area di Taranto afferma che nel primo anno di vita si registra un eccesso di mortalità del 45% rispetto all’atteso regionale per condizioni morbose di origine perinatale; mentre anche nella fascia d’età 0-14 anni si osserva un eccesso di rischio di tumori, di ricoveri per malattie respiratorie e di mortalità in generale, tanto da motivare per gli estensori del rapporto dell’Istituto superiore di sanità - concludono i rappresentanti dell’Isde - l’urgenza di interventi sulla qualità dell’ambiente».

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