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lo scandalo

Ferrovie Sud-Est verso il baratro
continua a comprare nuovi treni

Sud Est, Delrionomina i commissari

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI


BARI - Solo un mese fa tremavano di fronte al rischio di non veder pagati stipendi e tredicesime. E mentre il ministero delle Infrastrutture, incalzato dalla Regione, tentava di salvare l’azienda, la Sud-Est continuava a spendere soldi: 5 nuovi treni elettrici, di nuovo dalla Polonia, con l’opzione per comprarne altri 10 entro il 2020. Treni che, essendo oggi l’elettrificazione tutt’altro che completa, non sono nemmeno strettamente necessari.


Le Sud-Est, insomma, non finiscono mai di stupire. Il 10 dicembre il fabbricante austriaco Newag ha dato notizia alla stampa specializzata della firma con Sud-Est di un contratto per la fornitura di 5 treni elettrici Impuls, al costo di 20 milioni, nell’ambito di un accordo quadro che prevede la fornitura massima di 15 treni in 5 anni per una spesa complessiva 60 milioni. Newag prevede di fornire i primi 5 convogli entro dicembre 2016: dovrebbero essere utilizzati sulla rete barese di Sud-Est, su cui i lavori di elettrificazione sono in corso. Ma i nuovi impianti non saranno pronti prima di due anni. Se tutto andrà bene.


Dietro l’acquisto degli ennesimi treni polacchi - il cda uscente, consultato sul punto, ha detto di non saperne assolutamente nulla - c’è però un’altra storia emblematica di come andavano le cose nella più grande ferrovia concessa d’Italia. Nel 2014 la Sud-Est aveva lpubblicato un appalto per l’acquisto di 5 elettrotreni a tre se omologati, con opzione per altri 10. Alla gara hanno partecipato in due. A novembre 2014, però, la commissione decideva di escludere la Newag sostenendo la mancanza tra i documenti di una «dichiarazione di conformità» dell’offerta presentata. La società polacca ha presentato ricorso al Tar di Bari, dove la Sud-Est non si è nemmeno costituita. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso, Newag è stata riammessa ed ha portato a casa il contratto.


Non è la prima volta che Sud-Est pesca treni in Polonia. Dalla Polonia arrivano gli Atr-220 di Pesa, su cui c’è un’indagine della Procura di Bari che ipotizza la truffa ai danni dello Stato. Polacca è la società che ha organizzato la vendita alle Sud-Est delle carrozze di seconda mano comprate in Germania e ristrutturate in Croazia: una società che secondo la Finanza è una scatola vuota, capace però di percepire più di 11 milioni di commissioni su carrozze che - sempre secondo l’accusa, tutta da riscontrare in giudizio - sarebbero state pagate il doppio rispetto al valore reale.


Ma intanto la Sud-Est ha accumulato debiti per 310 milioni di euro, e in questa situazione di stasi si limita a pagare stipendi e carburanti. L’idea, nel 2014, è che gli Atr-220 (diesel) sarebero stati spostati sulla rete salentina una volta terminata l’elettrificazione di quella barese. Ma oggi la «catenaria» non è ancora operativa in quanto non completata, quando saranno finiti i lavori dovrà essere collaudata, poi saranno necessarie le prove di collaudo dei nuovi treni e il personale dovrà essere abilitato alla condotta. Nonostante i 70 milioni promessi dal governo con la legge di Stabilità, la Sud-Est è un transatlantico che affonda. Ma l’orchestra, a bordo, continua a suonare come se niente fosse.

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