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Forze armate - Ciampi: in Italia «volontari», non «professionisti»

«La sospensione della leva obbligatoria - ha detto il Presidente della Repubblica - non fa venir meno il dovere costituzionale di "difendere la Patria in armi"»
ROMA - Occhio agli sprechi, ma tenendo comunque aperto il "portafoglio". Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, coglie l'occasione della consegna nel Salone dei Corazzieri al Quirinale delle decorazioni all'Ordine Militare d'Italia -alla presenza tra gli altri del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, del vicepresidente del Senato Domenico Fisichella e del ministro della Difesa Antonio Martino- per intervenire direttamente sulla questione dei fondi da riservare alle nostre Forze armate.
«Chi ha a cuore le esigenze della sicurezza nazionale -avverte il capo dello Stato- non può non seguire con attenzione l'entità delle risorse assegnate alla Difesa per gli investimenti, il funzionamento, la manutenzione. E' doveroso spendere bene, evitare sprechi, risparmiare tutto quello che si può; Ma -aggiunge significativamente Ciampi- si deve fare attenzione a non scendere al di sotto di alcuni standard internazionali».
Per il presidente della Repubblica, «vanno altresì moltiplicati gli sforzi per realizzare iniziative insieme ad altri paesi europei, riducendo così le sovraposizioni di spesa, ad esempio nella ricerca e nello sviluppo, accrescendo di pari passo la massa critica e la qualità degli investimenti».
ITALIA HA DATO VITA A ESERCITO NON "PROFESSIONISTA" MA DI VOLONTARI
Ciampi non manca di scendere nei dettagli, esprimendo il suo «vivo compiacimento per l'accordo italo-francese per realizzare 27 fregate ad alta tecnologia, di cui dieci per la nostra Marina, che concorreranno in modo sostanziale al rinnovamento della flotta» e giudicando «importante che prosegua il programma italo-tedesco dei sommergibili a idrogeno, che tanto interesse ha destato a livello mondiale», auspicando infine anche «l'adozione del M-346 come addestratore per le Aeronautiche europee: l'integrazione europea -spiega- è una opportunità vitale per l'industria italiana della Difesa, ma anche per la stessa formazione del personale».
Il presidente della Repubblica ricorda quindi che «la sospensione della leva obbligatoria non fa venir meno il dovere costituzionale di "difendere la Patria in armi". Ciò rende tanto più apprezzabile la scelta professionale di chi partecipa ai concorsi per volontari. L'Italia -sottolinea Ciampi- non ha dato vita a un esercito "professionista" ma ad un esercito di volontari che è sempre l'esercito del popolo italiano, nel solco di una tradizione nazionale che trae origine dalle guerre di indipendenza».
AI GIOVANI, FATE BENE A DESIDERARE DI VESTIRE L'UNIFORME
Il capo dello Stato scorre le cifre relative ai partecipanti ai concorsi di reclutamento: 120 mila per i volontari, 100 mila per i sottufficiali, 42 mila per gli ufficiali. E commenta: «sono numeri che era difficile immaginare qualche anno fa; sono tali da garantire un buon livello di selezione».
Quindi, rivolto direttamente ai giovani militari ricevuti al Quirinale, esorta: «fate bene a desiderare di vestire l'uniforme. E' una esperienza di grande resposanbilità e orgoglio: tutti coloro che hanno portato le stellette, anche in tempi più difficili, ricordano quell'esperienza come un momento importante nella formazione della loro persona. La normativa predisposta dal parlamento sul reclutamento -ricorda- offre ai volontari la prospettiva di partecipare a tutti i concorsi per i Corpi armati dello Stato: essa è uno strumento appropriato di riduzione dei costi di formazione del personale futuro.
E sta dando i risultati sperati», dà atto il presidente Ciampi.

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