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Il parlamento israeliano ha approvato il ritiro dai territori palestinesi

La Knesset ha detto sì al piano varato da Sharon. Al termine di due giorni di aspro dibattito, votato lo smantellamento totale delle colonie nella Striscia di Gaza e di parte di quelle in Cisgiordania entro il 2005. Per avviare il ritiro sarà necessario un voto del governo di coalizione guidato da Sharon, previsto per il prossimo marzo
GERUSALEMME - La Knesset ha detto sì al piano di ritiro dai territori palestinesi varato da Ariel Sharon. Al termine di due giorni di aspro dibattito, il parlamento israeliano ha votato a favore dello smantellamento totale delle colonie nella Striscia di Gaza e di parte di quelle in Cisgiordania entro il 2005. Per avviare il ritiro sarà necessario un voto del governo di coalizione guidato da Sharon, previsto per il prossimo marzo.
A favore del piano, sostenuto da Washington, si sono pronunciati 67 deputati. In 45 hanno votato contro e sette si sono astenuti. Si tratta di una vittoria pagata a caro prezzo: il governo Sharon si è spaccato e molti membri del suo partito, il Likud, si sono trasformati in suo acerrimi avversari. Solo il sostegno dei laburisti, guidati da Shimon Peres, ha permesso all'ex generale di portare avanti il piano.
Un tempo grande sostenitore della politica degli insediamenti e oggi odiato dai coloni, Sharon ha convinto la maggioranza dei deputati che il ritiro dai territori garantirebbe più sicurezza al Paese e permetterebbe di rafforzare le colonie nella fertile Cisgiordania.
Nei 21 insediamenti da smantellare nella Striscia di Gaza 8.000 israeliani vivono in mezzo a 1,3 milioni di palestinesi.
Una situazione in cui è difficile garantire la sicurezza e per risolvere la quale il governo ha stanziato milioni di dollari in risarcimenti da riconoscere alle famiglie sfollate. Dei 120 insediamenti costruiti in Cisgiordania dal 1967, solo quattro saranno eliminati.

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