Lunedì 18 Giugno 2018 | 05:38

Bari - Ancora lungo il cammino per la totale messa in sicurezza della Fibronit

Il sindaco Michele Emiliano ha dato il via libera per l'appalto che dovrebbe portare a impermeabilizzare l'area, in modo da evitare la diffusione delle fibre di amianto. Tutti gli altri progetti saranno lunghi ad essere realizzati
BARI - Fra qualche mese l'amministrazione Emiliano effettuerà la messa in sicurezza d'emergenza e l'impermeabilizzazione dell'area Fibronit, rimodulando il progetto dell'amministrazione Di Cagno Abbrescia. E' il primo obiettivo del piano di lavoro della nuova amministrazione comunale per l'area inquinata da amianto. Il programma è stato illustrato stasera dal Sindaco, Michele Emiliano, ai cittadini nel corso di un'assemblea popolare.
«Il primo appalto che abbiamo rimodulato per cambiare le scelte della precedente amministrazione è stato quello della messa in sicurezza d'emergenza della Fibronit - ha detto orgoglioso Emiliano - introducendo al progetto della precedente amministrazione una fondamentalmente integrazione, cioè l'impermeabilizzazione del sito che era la battaglia del comitato. E' stato questo - ha spiegato - il percorso più breve che ci avrebbe condotto a quest'obiettivo. Ricordo di aver fatto non meno di dieci riunioni con tecnici ed avvocati per cercare di capire se quell'appalto poteva essere bloccato e rifatto daccapo o se integrato ci avrebbe fatto risparmiare tempo. Ed abbiamo deciso per questa seconda ipotesi. Quello che è sicuro è che tutta la Ripartizione Ambiente del Comune di Bari sta lavorando in maniera compatta e coordinata per accelerare la messa in sicurezza d'emergenza. E' un percorso ragionevolmente breve ma determinante per la realizzazione della messa in sicurezza definitiva».
Sui tempi Emiliano non ha dato risposte certe, se in caso di appalto assegnato ad una ditta, si dovesse aprire un contenzioso con le altre che fanno ricorso, è chiaro che i tempi si allungano. Circa i costi non si prevedono aumenti rispetto ai preventivi già presentati e nonostante la rimodulazione del progetto.
I finanziamenti che saranno utilizzati sono quelli stanziati dal Ministero dell'Ambiente, del bilancio comunale e fondi del Cipe. «Siamo riusciti ad economizzare su alcune questioni previste dal vecchio progetto - ha spiegato l'Assessore comunale all'Ambiente, Maria Maugeri - ed a stare nei costi».
Per la realizzazione del parco urbano - ha detto Emiliano - il percorso si fa più complesso. Occorre impedire che su quell'area si possa scavare per qualsiasi motivo e dare una destinazione diversa. Attualmente l'area è di proprietà della curatela fallimentare, l'unico bene posto a tutela dei lavoratori per i danni subiti i cui autori sono stati individuati da una sentenza e che hanno portato alla confisca del suolo. E' importante, quindi, studiare la maniera attraverso la quale il Comune diventi proprietario dell'area».
Emiliano ha ipotizzato il percorso dell'espropriazione che potrebbe costare moltissimo, visto che l'area è edificabile e potrà essere acquistata a prezzo di mercato. Altra soluzione è invece, la confisca penale che assegnerebbe, in presenza di sentenza giudicato, al Demanio dello Stato. Il Comune di Bari, a questo punto, potrebbe far richiesta di acquisto o cessione dell'area, concordando con il Ministro dell'Ambiente il piano di messa in sicurezza definitiva dell'area. A quel punto potrà essere costruito il parco.
«Come vedete - ha concluso Emiliano - la strada successiva alla messa in sicurezza è sicuramente lunga».
Il progetto era stato presentato in sede di conferenza di servizi che si è tenuta a Roma il 22 luglio scorso furono illustrate le variazioni apportate al progetto della predente amministrazione. In quell'occasione il primo cittadino aveva annunciato la realizzazione del parco urbano. Prima ancora il 10 maggio, durante la manifestazione voluta dalle associazioni, Emiliano sottoscrisse quest'opera. «Non è nuovo questo progetto - ha commentato Nicola Brescia, Presidente del Comitato Fibronit - nel senso che quello attualmente ancora in essere è quello dell'amministrazione precedente. Si tratta di un progetto a tutela della salute pubblica che non consideriamo importante per i fini che intende raggiungere, ma lontano dall'obiettivo della messa in sicurezza d'emergenza. Già ai tempi dell'amministrazione Di Cagno Abbrescia dichiarammo che quel piano non era assolutamente soddisfacente proprio perché non prevedeva una serie di soluzioni che avrebbero eliminato il pericolo imminente di liberazione di fibre nell'aria. Un intervento considerato importante è l'impermeabilizzazione dell'area, fondamentale perché le fibre non si disperdano, cosa che lo stabilizzato, il brecciolino non garantisce. Questa è una cosa che dev'essere immediatamente modificato».

Abbastanza soddisfatta è l'Assessore comunale all'Ambiente, Maria Maugeri: «stiamo procedendo con il vecchio progetto dell'amministrazione Di Cagno Abbrescia ed aggiornato in relazione alle indicazioni che sono emerse dall'incontro romano. Stiamo provando ad integrare soprattutto in relazione all'impermeabilizzazione dell'area che è il primo step di lavori in previsione della messa in sicurezza permanente. I successivi passi saranno decisi in una prossima conferenza di servizi, dove sarà progettata con certezza e serenità la messa in sicurezza definitiva». Sono stati, intanto, affidati gli interventi di «tutela della salute pubblica» da eseguirsi sul sito inquinato da parte delle ditte aggiudicatrici del relativo bando di gara sulla base del progetto elaborato dalla precedente amministrazione comunale. A novembre partiranno i lavori che avranno una durata di 250 giorni.

«E' evidente - ha aggiunto Brescia - che siamo preoccupati per il cattivo stato di manutenzione dei capannoni dell'ex stabilimento ed in particolare per quelli più prossimi a Via Caldarola che, per un tratto, ne costituiscono il confine. La loro precaria stabilità e pericolosità di crollo sono le conclusioni alle quali sono giunti i tecnici incaricati di studiarne la struttura».
Il Comitato, a questo punto, ha proposto la chiusura al traffico di quel breve tratto di strada. Ma su questa richiesta sarà necessario un chiarimento per ovviare ad inutili equivoci. L'aspetto preventivo dell'intera questione è stato recepito dai componenti della V^ Commissione Consiliare che ha interessato assessori e tecnici competenti per valutare la portata della richiesta. Al momento l'Assessore ai Trasporti, Antonio De Caro, ha deciso di vietare, lungo il muro di cinta della Fibronit, il passaggio ai pedoni sottoposti a rischio di crollo di parte delle pareti dei capannoni che, ad occhio nudo, mostrano la loro pericolosa instabilità.

Pierluigi De Santis

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