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Subappennino - Primo rapporto sullo stato dell'ambiente: ecco ciò che non va

Gian Maria Gasperi, Direttore Generale di Aforis, afferma che lo stato di salute dell'area del Subappennino Dauno Meridionale non è incoraggiante. Sono numerose le criticità ambientali emerse in quest'area ad elevato valore ambientale, in particolare per le acque superficiali e per le acque sotterranee è stato evidenziato uno stato di degrado causato principalmente dall'utilizzo, spesso incontrollato, di pesticidi ed erbicidi in agricoltura, fonte di contaminazione diffusa della falda acquifera
FOGGIA - Presso la sede della Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali i tecnici di Aforis (Agenzia di Formazione e Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile), insieme ai consulenti del Gal Meridaunia e di Primagri, hanno presentato il 1° Rapporto sullo Stato dell'Ambiente del territorio del Subappennino Dauno Meridionale nell'ambito del Forum di Agenda 21 Locale.
Nell'incontro è stata presentata al Forum una prima lista di priorità e di azioni per far fronte ai rilevanti problemi ambientali emersi in questi mesi di attività di analisi ambientale, avviando così un dibattito per delineare le preliminari azioni e strategie da adottare per risolvere le problematiche ambientali rilevate.

Gian Maria Gasperi, Direttore Generale di Aforis, afferma che lo stato di salute dell'area del Subappennino Dauno Meridionale non è incoraggiante.
Sono numerose le criticità ambientali emerse in quest'area ad elevato valore ambientale, in particolare «per le acque superficiali e per le acque sotterranee non è presente sul territorio una rete di monitoraggio che possa restituire dati estesi circa lo stato di salute della falda acquifera. Tuttavia i dati rilevati hanno evidenziato uno stato di degrado causato principalmente dall'utilizzo, spesso incontrollato, di pesticidi ed erbicidi in agricoltura, fonte di contaminazione diffusa della falda acquifera.
«Se poi analizziamo i dati riguardanti lo stato idrogeologico del territorio in questione - continua Gasperi - bisogna evidenziare che ben il 69% del territorio è a rischio elevato di frana e che il 25% del territorio è a elevato rischio idraulico con una forte propensione all'alluvionamento e all'allagamento, per l'esondazione di corsi d'acqua, o per l'intensità dei fenomeni meteorici.
«C'è una forte propensione al rischio incendio: nel 2003 ben il 18% della superficie boschiva di Accadia e il 17% circa di quella di Ascoli sono andate perse. Inoltre, manca un sistema di monitoraggio circa la superficie disboscata annualmente.
Per quanto riguarda il problema rifiuti - conclude Gasperi - i dati rilevati testimoniano che la produzione totale di rifiuti nei Comuni della Comunità si attesta intorno a valori inferiori a quelli medi regionali e Nazionali. Tuttavia la discarica rappresenta ancora l'unico recapito finale e l'unica modalità di smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU): mancano sul territorio strutture dedicate alla valorizzazione e/o commercializzazione del rifiuto che possa, insieme con la raccolta differenziata (avviata in quasi tutti i comuni ma che raggiunge valori prossimi al 3-4%, quindi molto scarsa), diminuire la frazione totale di rifiuti avviati a discarica».

Gli elementi di interesse che sono stati presentati nelle prime ipotesi di Piano di Azione Ambientale riguardano, tra l'altro, l'avvio di un monitoraggio ambientale dell'aria e dell'inquinamento elettromagnetico, l'adeguamento strutturale dei depuratori comunali per il rispetto dei parametri normativi, il potenziamento della rete di mobilità interna alla Comunità. Altri interventi riguardano l'adozione di politiche volte all'aumento della raccolta differenziata e alla riduzione della produzione di RSU. Sono state proposte iniziative volte al sostegno del turismo sostenibile che avranno il supporto dell'attività del Centro di Educazione Ambientale (Cea) del Subappennino Dauno Meridionale, recentemente istituito e con sede ad Accadia, che sarà inaugurato il prossimo 22 Ottobre. Il Cea, nato da un accordo di programma stipulato tra i comuni di Accadia, Sant'Agata di Puglia, Deliceto e Panni, è gestito da Aforis che vanta una ormai decennale esperienza nella gestione del Laboratorio per l'Educazione Ambientale della Provincia di Foggia.
L'analisi delle aspettative e delle priorità di azione che emergeranno dal lavoro del Forum saranno di notevole interesse per la redazione del Piano di Azione Ambientale e per i prossimi giorni, saranno convocati i gruppi tematici di lavoro per approfondire e realizzare, con il metodo della progettazione partecipata, l'architettura delle azioni e degli strumenti operativi per il recupero ambientale e la valorizzazione del territorio del Subappennino dauno meridionale.
Il Piano d'Azione Ambientale che adotterà la Comunità Montana sarà lo strumento per poter avviare processi ed azioni concrete per migliorare la qualità della vita sul territorio promuovendo lo sviluppo sociale, ambientale ed economico orientato alla sostenibilità ambientale.

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