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Iraq - È «giallo» sulla sorte di Aziz

Smentita la notizia della morte del numero due di Saddam Hussein. Strage di Nassiryia: sul sito no-global chiuso dal Fbi indagava la Procura di Bologna
La giornata irachena è stata oggi caratterizzata soprattutto dalla notizia della morte di Tareq Aziz, l'ex numero due di Saddam Hussein: data da televisioni arabe e russe, è stata immediatamente smentita dall'esercito americano a Baghdad, dal governo iracheno e dal figlio. Fonti sciite, intanto, hanno annunciato un accordo con il governo iracheno sul disarmo della milizia del leader radicale sciita Moqtada al Sadr, mentre un maxisequestro di armi è stato effettuato dai militari del contingente italiano in Iraq. Sul piano delle violenze e dei sequestri, un camionista turco è stato rapito e tre civili iracheni sono stati uccisi. Sembra infine aprirsi uno spiraglio per Falluja, che sembra disposta a a partecipare alle elezioni del gennaio prossimo.

LA MORTE DI AZIZ PRIMA ANNUNCIATA POI SMENTITA - La televisione Al Arabiya, di base a Dubai, ha annunciato nel primo pomeriggio la morte di Aziz citando fonti del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) a Baghdad e la notizia viene anche ripresa dall'emittente del Qatar Al Jazira. Secondo le emittenti arabe, Aziz sarebbe morto nella prigione della capitale irachena dove si trova da quando, nell'aprile del 2003, si è consegnato alle forze americane. Pochi minuti dopo, però, arrivano le smentite. Il tenente colonnello Barry Johnston, portavoce per le operazione di detenzione in Iraq, ha detto di poter «assolutamente confermare» che Tareq Aziz «è ancora vivo». La notizia della morte dell'ex vicepremier è stata smentita anche dal governo iracheno.

SCIITI ANNUNCIANO ACCORDO PER DISARMO MILIZIA SADR - L'accordo, che dovrebbe entrare in vigore lunedì, sarebbe stato raggiunto sulla base della liberazione di detenuti e della cessazione delle ostilità da parte delle forze irachene e della Coalizione guidata dagli Stati Uniti. Cauto ottimismo del governo iracheno che ha sostanzialmente confermato, precisando però che si tratta di un'intesa informale che dovrà essere sperimentata sul terreno, mentre da parte americana non vi è stato finora nessun commento. Non è chiaro peraltro se l'intesa interessi solo Sadr City - il megaquartiere sciita (circa 2 milioni di abitanti) di Baghdad, teatro da tempo di violenti scontri - o i sostenitori di Moqtada al Sadr in tutto l'Iraq.

A NASSIRIYA MAXISEQUESTRO DI ARMI, BLITZ CON 400 UOMINI - In un'operazione alla quale hanno partecipato circa 400 uomini, con numerosi automezzi e elicotteri, è stato scoperto un arsenale non lontano da Nassiriya. Tra il materiale sequestrato un mortaio da 120 millimetri con 22 granate, 4 mortai da 83 millimetri con 129 granate, altri 4 da 60 millimetri con 100 granate, 4 lanciarazzi con 5 colpi e 160 spolette, 182 mine anticarro, 150 antiuomo e perfino una navale. L'operazione, denominata "Gathering security" (cioè "Fornire sicurezza"), è stata condotta dalla task force Desert five, comandata dal colonnello Carlo Fortino.

OSTAGGI, RAPITO CAMIONISTA TURCO - E un altro è rimasto ferito a nord di Baghdad. Lo ha detto la polizia irachena. I turchi, che facevano parte di un convoglio di quattro camion tra cui un'autocisterna, sono stati intercettati vicino a Baiji, 180 km a nord della capitale. Al camionista ferito è stata amputata una gamba.

BAGHDAD, TRE CIVILI IRACHENI UCCISI E TRE FERITI - Tra i feriti un soldato della coalizione, per un'esplosione nel centro della città. Lo ha dichiarato un portavoce della Coalizione che si è limitato a dire che un proiettile è esploso nel centro della città, ma non ha confermato se le vittime sono collegate ai tiri di mortaio che hanno colpito la Zona verde dove si trova l'ambasciata degli Stati Uniti e quella britannica. E numerose esplosioni, sembra ancora colpi di mortaio, sono state udite questa sera nel centro di Baghdad.

FALLUJA PRONTA A PARTECIPARE A ELEZIONI - I rappresentanti della città lo hanno detto oggi agli esponenti del governo iracheno ad interim e agli americani: i ribelli sunniti, che hanno il controllo della città, sono pronti a partecipare alle elezioni previste in gennaio. Il capo delegazione della città ai negoziati di pace Khaled Al Jumaili ha dichiarato alla Reuters che «la delegazione di Falluja sta discutendo con il ministero della Difesa l'ingresso della Guardia nazionale irachena nella città».

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