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Penalisti riuniti a Bari. Randazzo leader

Si dà per certa la conferma di Ettore Randazzo a presidente dell'Unione delle Camere penali. Presentato il programma: continua la lotta per garanzie e diritti
BARI - Proseguire sino in fondo la battaglia per impedire che la costruzione dello spazio giuridico europeo porti a «un pericoloso arretramento» dei diritti e delle garanzie assicurate dalla nostra Costituzione; così come portare avanti la protesta contro la riforma dell'ordinamento giudiziario che non separa le carriere in magistratura, magari anche promuovendo un referendum. E ancora: insistere perchè si ponga mano a una riforma organica del codice di procedura penale per adeguarlo ai principi del giusto processo.
Sono gli obiettivi che indica al congresso dell'Unione delle Camere penali, il presidente Ettore Randazzo, presentando il programma per i prossimi due anni, con cui chiede di essere rieletto. Una conferma che appare scontata, vista l'assenza di candidature alternative, e che sarà ratificata domani dalle assise di Bari. La sua giunta sarà invece in parte rinnovata.
RISCHIO EUROPA - «E' necessario evitare che l'Europa in cui crediamo diventi un fertile pretesto per involuzioni già annunciate. Occorre innalzare argini e barriere a tutela delle libertà fondamentali», ammonisce dal palco Randazzo, che vede nelle norme giuridiche europee a cui si sta mettendo mano «il messaggio autoritario di un megastato teso essenzialmente alla salvaguardia della difesa sociale, dell'ordine pubblico e della lotta alla criminalità terroristica e non». Nella Costituzione europea, fa notare, «la parola sicurezza campeggia per ben 313 volte su 448 articoli» cioè «in due norme su tre, mentre è assai mediocre l'attenzione per i diritti». Insomma più che di una Costituzione si tratta di «un testo unico di pubblica sicurezza europea». Come reagire? sensibilizzando l'opinione pubblica (non a caso proprio nel giorno della firma della Costituzione a Roma, il 29 ottobre prossimo, i penalisti hanno organizzato un convegno sul tema), protestando, ma anche prospettando alle forze politiche «soluzioni concrete». Una è già stata elaborata dalla giunta Randazzo: in sede di ratifica del trattato costituzionale il parlamento apponga una «riserva chiara e forte della prevalenza sempre e comunque dei nostri principi».
RIFORMA ORDINAMENTO GIUDIZIARIO - Le carriere di giudici e pm vanno separate, ribadisce Randazzo, per avere un giudice veramente terzo e la parità delle parti, come impone la Costituzione. Per questo la riforma del governo «non va bene» e dunque non va portata avanti. Anche in questo caso per il leader dei penalisti bisogna puntare sul concreto. L'Unione ha già presentato una proposta che consente di separare le carriere senza toccare la Costituzione; un progetto che prevede una formazione comune per giudici, pubblici ministeri e avvocati e poi concorsi nettamente separati per l'accesso e due sezioni al Csm (una per pm l'altra per la magistratura giudicante). Ma se il ddl del governo divenisse legge «bisognerà mettere in conto» e dunque elaborare «una riforma costituzionale» e magari porre sul tappeto anche altre iniziative. «Oggi non possiamo prevedere cosa domani potrà essere più opportuno. Non può escludersi nulla, nemmeno un referendum -dice Randazzo- che tuttavia non può certo programmarsi con scanzonata leggerezza. Mi sento di escludere una sola cosa: che l'Unione possa fermarsi un solo giorno e rassegnarsi di fronte a una così evidente e grave violazione di un principio costituzionale irrinunciabile» PROCESSO PENALE - La richiesta resta la stessa: serve una revisione organica del codice di procedura penale per adeguarlo ai principi del «giusto processo». Tra i tanti i punti critici su cui bisogna intervenire subito Randazzo indica «l'intempestività dell'informazione di garanzia», oggi dovuta solo se il pm deve compiere attività di indagine cui ha diritto di partecipare la difesa, nonostante la Costituzione imponga che l'accusato sia informato «nel più breve tempo possibile». Ma anche «l'eccessiva durata dei procedimenti», «la dilatazione anche temporale della carcerazione in attesa del giudizio», la difesa d'ufficio dei non abbienti, le indagini difensive. E ancora: il leader dei penalisti invoca termini più brevi per le indagini preliminari e la revisione del sistema delle impugnazioni, a cominciare dall'appello. Mentre per quanto riguarda il codice penale, Randazzo esprime «perplessità» sulla proposta Nordio che non ha previsto la cancellazione dell'ergastolo, del concorso esterno, e che ha invece esteso l'uso legittimo delle armi al privato che intenda difendere il proprio domicilio.
LA NUOVA GIUNTA DELL'UNIONE - Saranno sostituiti quattro componenti su 12 perchè non più rieleggibili. Randazzo ha proposto di essere affiancato da Salvatore Scuto nel ruolo di vicepresidente e da Valerio Spigarelli in quello di segretario.

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