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Fa quaterna ma il tagliando è in ammollo

La signaora R. V., 35 anni, del Ragusano, separata, madre di un bimbo, ha vinto 250 mila euro al Lotto ma la ricevuta è finita in lavatrice e si è rovinata
VITTORIA (RAGUSA) - Prima è stata baciata dalla fortuna, vincendo 250 mila euro al Lotto, poi ha visto svanire all' improvviso quel «tesoro» insieme alla ricevuta della giocata, finita in lavatrice dentro un paio di blue jeans. Protagonista di questa atroce beffa del destino è una donna di Vittoria, in provincia di Ragusa, che preferisce mantenere l' anonimato.
R. V., 35 anni, separata, madre di un bambino piccolo, lavora come assistente in un' azienda sanitaria del Ragusano. Quel mezzo miliardo di vecchie lire avrebbe potuto aiutarla a risolvere i suoi problemi economici. Ed invece si trova in mano solo una ricevuta sbiadita che la società Lottomatica non riconosce come valida per incassare la vincita. La vicenda risale a due settimane fa, ma è stata resa nota solo adesso, dopo che la donna ha deciso di rivolgersi a un legale per tutelare i propri interessi. E' stata lei stessa a spiegare di avere dimenticato nella tasca dei pantaloni il tagliando della giocata, finito in lavatrice insieme con l' indumento. «La notte tra venerdì 24 e sabato 25 settembre - racconta - mi è apparsa in sogno mia nonna, morta vent' anni fa, suggerendomi quattro numeri da giocare al lotto. La mattina sono andata nella ricevitoria più vicina, nel centro di Vittoria, per fare la giocata. Quando la sera ho controllato i numeri estratti, ho capito di avere realizzato una quaterna secca sulla ruota di Roma, due terni e vari ambi per una vincita complessiva di 250 mila euro».
La donna, in preda all' euforia, si precipita a cercare il tagliando, conservato nella tasca dei jeans indossati la mattina: «E' stato a quel punto - dice con un filo di voce - che ho fatto la terribile scoperta: nel pomeriggio mia madre li aveva lavati. Mi sono subito sentita male, ma dopo lo sconforto iniziale mi sono rincuorata vedendo che comunque il tagliando era leggibile».
Tutto risolto? Niente affatto. «Lunedì mattina - spiega la sfortunata giocatrice - presento la ricevuta al gestore della ricevitoria il quale mi dice che la vincita non potrà essere pagata e mi suggerisce di fare un tentativo inviando il tagliando all' amministrazione di Lottomatica, di cui mi fornisce l' indirizzo. Dopo qualche giorno la risposta arriva via fax alla ricevitoria: quel tagliando non è pagabile».
La prima reazione, dettata dall' amarezza e dalla rabbia, è quella di invitare il gestore a strappare la lettera: «ma dopo qualche giorno mi sono decisa ad andare fino in fondo. Quella vincita - osserva la donna - deve risultare in qualche modo e anche se il tagliando è parzialmente sbiadito, ha un numero progressivo cui deve corrispondere la mia giocata. Io sono certa di avere scritto i numeri che sono risultati estratti».
Alcune colleghe di lavoro dell' azienda sanitaria, che conoscono R. V. da tempo, sono pronte a sostenerla nella sua battaglia: «anche perchè - afferma una di loro - quella somma sarebbe preziosa per il suo futuro e quello del suo bambino».
Da Lottomatica fanno sapere di avere avviato tutti gli accertamenti necessari sulla vicenda e di avere già preso contatti telefonici con la signora. Lunedì prossimo la società sarà in grado di fornire una risposta, sulla base dei riscontri effettuati.

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