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Pirata satellitare clona Sky

E' il primo caso in Europa, non è stata semplicemente duplicata la smart card ma il segnale satellitare attraverso antenne paraboliche e la rete Eutelsat
MILANO - La pay-tv Sky è stata vittima di una nuova forma di pirateria satellitare che, secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Brescia, sarebbe un caso unico in Europa. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i quali hanno denunciato una persona, a Castelfiorentino (Firenze) anziché duplicare le smart card si era addirittura clonato il segnale di Sky.
Il segnale era stato clonato attraverso antenne paraboliche e apparecchiature sofisticatissime, in particolare, il segnale di Eutelsat, società che gestisce le telecomunicazioni satellitari a livello mondiale. Le indagini hanno consentito di scoprire che una forte perdita di segnale registrata in Turchia, era dovuto proprio all'attività illegale dell'emittente fiorentina. Oltre ai programmi di Sky ne venivano clonati altri a contenuto pornografico.

Le fiamme gialle bresciane hanno inoltre scoperto l'intera rete di clienti, utilizzatori delle smart card abusive, che consentivano di decriptare l'emittente satellitare pirata. Venivano acquistate al prezzo di 100 euro ciascuna. Le indagini sono state e condotte, per un anno, in Italia e Francia, anche con l'utilizzo di un particolare elicottero fatto giungere appositamente dalla Gran Bretagna. Il titolare dell'emittente è stato denunciato in stato di libertà e tutte le apparecchiature poste sotto sequestro.
Ulteriori dettagli, su quella che è stata chiamata operazione «Cielito lindo» verranno forniti nel corso di una conferenza stampa, convocata per le 10, al comando provinciale della Guardia di Finanza di Brescia.

«Nessuno può sottovalutare la piaga della pirateria e il caso di questa emittente fiorentina scoperto dalla Guardia di Finanza di Brescia dà la misura di quanto sia grave e preoccupante il fenomeno» commenta Sky in una nota.
Si tratta, secondo Sky, di «una piaga che viene spesso sottovaluta nel nostro paese e verso cui non possibile abbassare il livello di guardia. Quella individuata oggi è una nuova modalità che si aggiunge alla lunga lista di marchingegni pirata diffusi nel nostro paese. Una ulteriore conferma di come la sicurezza delle trasmissioni criptate sia una condizione fondamentale per lo sviluppo dell'industria culturale del nostro paese. Ancor più in un momento in cui il mercato della pay tv si sta aprendo a nuovi operatori e il problema della pirateria diventa cruciale per garantire un'evoluzione competitiva di questo mercato e la tutela degli investimenti di tutti i diversi fornitori di contenuti a pagamento».

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