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Il mistero dei tumori che colpiscono  le donne di Ceglie

Il mistero dei tumori che colpiscono  le donne di Ceglie

 
Il mistero dei tumori che colpiscono  le donne di Ceglie

Domenica 12 Settembre 2010, 11:08

02 Febbraio 2016, 22:16

«Ceglie Messapica nasconde un mistero che riguarda la salute dei suoi cittadini ed in particolare delle sue cittadine». Maurizio Portaluri, dirigente del Servizio di Radioterapia dell’ospedale Perrino ed esponente di Medicina democratica riporta a galla un caso sul quale era calato il silenzio. Nel corso di un convegno che si era tenuto mesi fa nel comune del Brindisino un ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr che ha sede a Lecce, Emilio Gianicolo, insieme ad alcuni colleghi di altri istituti del Cnr stesso e dell’Università di Pisa, ricostruendo la mortalità nella provincia di Brindisi dal 1981 al 2001 avrebbe osservato un eccesso di mortalità, tra le donne per tumore a trachea bronchi e polmoni, con i casi osservati, 28 in tutto, un numero più che doppio rispetto ai circa 12 casi attesi». In buona sostanza, in 20 anni i decessi per tumori al polmone nelle donne sono stati più del doppio del numero ipotizzato, se si fossero verificati nella misura in cui si verificano mediamente in Puglia. 

L’eccesso di mortalità tra le donne per tumore a trachea bronchi e polmone è stato riscontrato anche nell’Atlante delle cause di morte della Regione Puglia, anni 2000/2005, edito dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale. «In occasione del convegno sul tema del rapporto tra salute e ambiente - prosegue il medico -, oltre i dati pubblicati dal dott. Gianicolo, fu presentata una ricerca condotta dalla dott. Barletta del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Br da cui si evinceva un numero di decessi osservati tra le donne per tumore a trachea-bronchi-polmone, dal 2002 al 2009, pari a 18 con un eccesso stimato tra il 5% e il 17% a seconda del riferimento assunto. Come dire che, anche dopo il 2001, questa maggiore mortalità per tumore al polmone tra le donne di Ceglie non si sia attenuata». L’Arpa, in un suo studio, afferma che si impone un approfondimento e che appare indispensabile contestualmente un’indagine circa un possibile ruolo di fattori di rischio ambientali». 

I dati allarmanti non sfuggono al sindaco Federico che chiede all’Arpa un monitoraggio della qualità dell’aria. Dai dati sulle emissioni in atmosfera emerge un alto contributo di Ceglie (oltre il 50%) alle emissioni provinciali, per il macrosettore “Processi produttivi» in corrispondenza dei composti organici volatili (Cov). I Cov sono una serie di sostanze che evaporano facilmente a temperature ambiente. Le loro fonti sono numerose, domestiche ed industriali. Come mai le donne? Si dovrebbero indagare le abitudini di vita e di lavoro dei 18 casi di cancro al polmone femminili rilevati nel periodo 2002-2009 e svolgere un’analisi approfondita dei ricoveri ospedalieri dei cegliesi negli ultimi decenni. Solo i misteri che non si vogliono svelare restano tali».
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