Lunedì 18 Giugno 2018 | 22:52

Giorgio, «nonno alla pari», ha trovato casa

Giorgio Angelozzi, l'ottantenne professore pugliese, vedovo e con l'unica figlia sempre in viaggio aveva messo un annuncio. Ora ha una famiglia tutta nuova
SPIRANO (BERGAMO) - Il sogno di avere un nonno in casa l'hanno tenuto stretto nel cuore per anni. E quando, alcune settimane fa, hanno visto in televisione il volto di Giorgio Angelozzi, l'ottantenne professore che cercava una famiglia che lo adottasse, hanno pensato che fosse giunto il momento di realizzarlo. E subito hanno contattato Angelozzi in gran segreto.
«In paese non lo sapeva nessuno», rivela Mateush, il primogenito diciottenne di Marlena ed Elio Riva, i coniugi che hanno deciso di adottare l'anziano ex insegnante di latino e greco. «Abbiamo deciso di andare avanti passo passo, senza parlarne con nessuno - aggiunge il ragazzo che studia, come la sorella Dagmara, di 16 anni, al liceo di Caravaggio -. Non sapevamo come sarebbe andata a finire. Perchè spargere la voce in giro?». Il segreto è stato svelato oggi con un articolo dal Corrire della Sera.
In questi giorni mamma Marlena, di origini polacche, insegnante di religione, a casa non c'è. Passa le giornate al capezzale di papà Elio che l'altro giorno, in un ospedale milanese, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. «Il ricovero dovrà durare due settimane», precisa Mateush. Ma il 'nonnò arriverà già sabato: «Sarebbe stato inutile aspettare. La mamma tornerà a casa domani sera».
Sabato mattina la signora Marlena partirà alla volta di Roma: trascorrerà la giornata in casa di Giorgio Angelozzi per i preparativi della partenza per Spirano. In serata il rientro, in aereo: entrambi atterreranno all'aeroporto di Orio al Serio poco prima delle 22. Per Giorgio Angelozzi sarà pronta a Spirano una camera tutta per lui: «E' stata l'unica cosa che ci ha chiesto - dice il ragazzo - perchè ha raccontato che di notte è abituato a muoversi ed aveva paura di disturbarci».
L'idea di adottare il nonno, in casa Riva, comincia a maturare nello scorso mese di agosto quando dagli schermi di Italia 1 Marlena ed Elio assistono all'appello dell'anziano: vedovo da 12 anni e soprattutto solo, perchè l'unica figlia è sempre in viaggio, si offre come «nonno alla pari» perchè, afferma, «ne risulterebbero avvantaggiati soprattutto figli e nipoti». «Mamma ci ha guardato e ci ha chiesto: vorreste avere un nonno? - racconta il 18enne -. Io e mia sorella siamo rimasti increduli, poi ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo detto sì».
Il primo contatto con l'aspirante nonno arriva pochi giorni dopo: «Con lui ha parlato mamma. Non so nemmeno cosa si siano detti. So solo che, dopo dieci minuti di conversazione, lui era già convinto: sarebbe venuto da noi». Ha probabilmente capito che, dentro casa Riva, c'è tanta voglia di ritrovare il sorriso: troppi lutti (Elio ha perso genitori e fratello in pochi mesi), troppo difficile la lontananza dagli altri parenti (che vivono, nonni materni compresi, in Polonia). «Nonno Giorgio non ha molte esigenze - spiega Mateush -, è soltanto impaziente di vederci». Per ora c'è stato uno scambio di fotografie e tante, tantissime telefonate. Ed ora l'impazienza della festa di benvenuto. In mattinata, la notizia che l'aspirante nonno romano sarebbe arrivato in paese si è diffusa molto rapidamente. Nessuno ne sapeva nulla, e la sorpresa è stata grandissima. L'unico che, probabilmente, era a conoscenza di quanto stava avvenendo era il sacerdote responsabile dell'oratorio, collega di insegnamento di Marlena. E gli amici di famiglia come hanno accolto la notizia? «Ancora non abbiamo avuto commenti - conclude Mateush -. Ma non vedo perchè dovrebbero avere qualche perplessità. Noi siamo felicissimi. Avevamo bisogno di compagnia. Adesso l'abbiamo trovata».

NONNO GIORGIO,NESSUNO PRIMA MI AVEVA CHIAMATO COSI'
«Nessuno prima mi aveva chiamato nonno. E' un'emozione bellissima». E' felice Giorgio Angelozzi, 80 anni, il professore di latino e greco di San Polo dei Cavalieri, un paese vicino a Roma, finito alla ribalta della cronaca dopo aver dettato il 28 agosto al servizio annunci del Corriere della Sera poche righe offrendosi in cambio di 500 euro mensili come «nonno alla pari».
«Ne risulterebbero avvantaggiati - aveva specificato - soprattutto figli e nipoti, specie liceali». Angelozzi così si è ritrovato offerte da famiglie da tutto il mondo. Alla fine però ha scelto la famiglia Riva, nel Bergamasco. «Non avevo il coraggio di fare una scelta di intelligenza e cultura, l'ho fatta con il cuore - spiega il professor Angelozzi - Mi piace il titolo di quel libro della Tamaro "Và dove ti porta il cuore". Per dare un futuro alla mia vita, per realizzare il mio sogno ho solo dato ascolto ai sentimenti».
«Sin dalla prima volta che ho parlato con la signora Marlena Riva, nella cui casa andrò ad abitare - racconta il nonno alla pari - sono rimasto impietrito per la sua voce: mi ricorda mia moglie. Stesso suono, stessa cadenza. L'ho persa anni fa e non mi do ancora pace, mia figlia, che è un medico, invece, va in missione all'estero e non la sento ormai da mesi. Credo che stia in Afghanistan. E' Marlena ora che mi chiama babbo e i suoi figli nonno. Non è bello? Spero solo che la mia labilità vagale data dalla senilità sabato mattina non mi tradisca, facendomi commuovere ancora di più. Sabato partirò per Bergamo; lascerò San Polo dei Cavalieri, dove, io, pugliese rimasto per mezzo secolo a Roma, ho vissuto quasi in solitudine gli ultimi sette anni della mia vita. Mia figlia mi aveva consigliato di stare qui per stare alla larga dallo smog di Roma, dove avevo insegnato per 35 anni al Giulio Cesare. Ma la solitudine mi ha pesato, io ho ancora voglia di dare. Non do colpe al paese. Ma alla mia cultura alla mia impostazione mentale inculcatami dai gesuiti».
Il nonno alla pari non ce la fa più a rimanere in paese e a vivere da pensionato. «La conversazione deve essere intelligente e io non ce la faccio come gli altri anziani a restare per ore su una panchina a parlare di calcio - dice Angelozzi - Il sindaco, Antonio Giubilei, ora mi ha fatto un'offerta: "Resta a San Polo, ti occuperai della biblioteca e con un buon compenso". Purtroppo l'offerta è arrivata tardi. La felicità che può dare una famiglia non ha pari. Non andrò lì in esplorazione, ma per morire».

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