Cerca

Bari - Altri cardiologi indagati

Sono ora in 20 i coinvolti nell'ambito dell'inchiesta sul presunto controllo criminale del sistema dei concorsi, che ha interessato varie università italiane
BARI - E' salito negli ultimi giorni da 15 a 20 il numero dei cardiologi di diverse università italiane indagati dalla Procura della Repubblica di Bari nell'ambito dell'inchiesta sul presunto controllo criminale del sistema dei concorsi nazionali per ordinario, associato e ricercatore di cardiologia. Ai nuovi indagati sono state notificate informazioni di garanzia firmate dai pm inquirenti Marco Dinapoli, Emanuele De Maria e Ciro Angelillis.
I medici che risultano indagati - a quanto si è saputo - hanno in qualche modo partecipato a concorsi per cardiologi che, secondo l' accusa, sarebbero stati truccati (o vi era un progetto per pilotarli); i concorsi si sono svolti (o erano in programma) tra il 2002 e il giugno scorso a Bari, Pisa, Firenze, Milano, Brescia, Cagliari, Palermo, Ferrara, Trieste, Palermo e Roma. Nei confronti di alcuni dei 20 indagati si ipotizza il reato di aver preso parte ad un' associazione per delinquere finalizzata al falso e alla corruzione, nei confronti di altri il reato associativo viene escluso.
Secondo quanto ha recentemente rilevato il Tribunale del Riesame di Bari avallando la tesi accusatoria, le indagini sui concorsi per cardiologi avviate dalla Procura barese «hanno fatto emergere l' esistenza di una potente lobby accademico-scientifica dedita, in maniera continuativa ed organizzata, al controllo delle nomine dei docenti universitari delle varie fasce, attraverso il controllo delle procedure concorsuali indette per la copertura dei posti».
Inoltre, scrivono i giudici, le intercettazioni telefoniche compiute a carico di alcuni indagati «hanno permesso agli inquirenti di scoprire in tempo reale che tutte le procedure concorsuali per posti di docenti delle varie fasce, espletate nel periodo in questione, sono state "scientificamente pilotate" sin dalla fase precedente alla loro indizione, per proseguire con quella scelta dei componenti la commissione giudicatrice, fino a quella della designazione del vincitore, la cui identità veniva stabilita ancor prima della pubblicazione del bando i concorso».
Tra le persone da tempo iscritte nel registro degli indagati vi sono il preside della facoltà di medicina e chirurgia dell' università di Firenze, Gianfranco Gensini, il cui nome compare spesso nell' ordinanza di custodia cautelare in base alla quale la magistratura barese, il 24 giugno scorso, ha disposto gli arresti domiciliari (tuttora in vigore) per cinque docenti di cardiologia: Livio Dei Cas, residente a Brescia, il barese Paolo Rizzon, di 72 anni, il pisano Mario Mariani, di 68, il milanese Maurizio Guazzi, di 69, ed il fiorentino Luigi Padeletti, di 57.
Nella stessa inchiesta sono anche indagati da qualche tempo, ma a piede libero, i cardiologi Giovanni Modica, di 74, di Catania, Mario Erminio Lepera, barese, di 41, l'ex parlamentare barese di An Mario Pitzalis e sua figlia Maria Vittoria, associata di cardiologia a Bari.
Secondo l'accusa, a vario titolo, gli arrestati hanno preso parte ad un'associazione per delinquere attraverso la quale hanno fatto vincere a candidati a loro graditi una decina di concorsi per docente ordinario e associato e per ricercatore nelle facoltà di cardiologia delle Università di Bari, Firenze e Pisa.
Sulla vicenda i tre pm inquirenti hanno avviato nei giorni scorsi gli interrogatori di una quindicina di persone convocate a palazzo di Giustizia come «persone informate dei fatti».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400