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Ucciso da coltellata mentre tenta rapina

E' stato il titolare dell'esercizio nel Bresciano, dopo essere stato colpito più volte alla testa con il calcio di una pistola, a ferire mortalmente il rapinatore
DESENZANO DEL GARDA (BRESCIA) - Un rapinatore è morto a Desenzano, la scorsa notte, dopo essere stato raggiunto da una coltellata mentre, con un complice, tentava di mettere a segno un colpo in un ristorante.
E' accaduto durante una colluttazione particolarmente violenta che ha visto coinvolti i due rapinatori e le quattro persone che, poco prima dell'una, stavano ancora lavorando nel ristorante «Da Gianni», nell'entroterra di Desenzano. Nel locale, dove non era rimasto più alcun cliente, si trovavano il titolare Gianni Razza, 57 anni, la moglie, il figlio di 33 anni e la fidanzata di quest'ultimo. E' stato il titolare, dopo essere stato colpito più volte alla testa con il calcio di una pistola, a ferire mortalmente il rapinatore, secondo una dinamica in corso di ricostruzione da parte dei carabinieri di Desenzano.
«L'ho visto venire verso di me con la pistola in mano - ha commentato Razza, al ritorno dall'ospedale, dove gli sono stati praticati 13 punti di sutura alla testa - non volevo ammazzarlo, non pensavo a niente in quel momento. Temevo potessero fare del male alle due donne».
Il rapinatore, dopo essere stato ferito, è uscito dalla cucina del ristorante e si è avvicinato all'auto con cui lui e il complice, nel frattempo fuggito, erano giunti a Desenzano, una Peugeot 307 risultata rubata in provincia di Rovigo. E' stato inseguito dal figlio del ristoratore che, poco prima, dopo averlo colpito più volte con una scopa, aveva messo in fuga il complice. Il malvivente ha puntato l'arma contro il 33enne ma non ha sparato, cercando invece di allontanarsi. Fatti pochi metri si è però accasciato ed è morto. Il complice era riuscito, intanto, a far perdere le proprie tracce.
La scientifica dei carabinieri è stata impegnata per ore nei rilievi. E' stato recuperato un guanto macchiato di sangue. Sono state inoltre rilevate le impronte digitali del rapinatore morto, per poter procedere alla sua identificazione dal momento che non aveva documenti con sè.
In considerazione della provenienza dell'auto usata per il colpo finito tragicamente si pensa a persone che abitano in Veneto.

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