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Economia - Tiene l'Italia dei distretti

Esportazioni per 160.219 milioni di euro (il 62,1% del totale nazionale) e un attivo di 97.777 milioni di euro di saldo commerciale, il made in Italy non conosce crisi
VENEZIA - Esportazioni per 160.219 milioni di euro (pari al 62,1% del totale nazionale) e un attivo di 97.777 milioni di euro di saldo commerciale (dato dalla differenza tra esportazioni e importazioni) sono i due risultati economici realizzati nel 2003 dalle produzioni del «made in Italy», un settore che, di fronte ad una crisi economica che attanaglia tutti i principali paesi industrializzati del mondo, registra una sostanziale tenuta.
Si tratta soprattutto di quei settori come l'alimentazione, l'arredo casa, il sistema moda, la metalmeccanica leggera e i mezzi di trasporto (esclusa la produzione di autoveicoli) che si caratterizzano per una fortissima presenza di piccole e medie imprese concentrate nelle centinaia di distretti industriali presenti in tutto il territorio nazionale. A rilevarlo è l'Ufficio Studi dell'associazione artigiani CGIA di Mestre che, per contro, ha messo in luce anche le difficoltà registrate dai settori produttivi italiani «non made» nei quali le grandi imprese sono dominanti. Si tratta, in particolare - rileva una nota - delle imprese petrolifere (che hanno registrato nel 2003 un saldo commerciale negativo pari a 24.483 milioni di euro), di quelle per la produzione di autoveicoli (con un saldo negativo pari a 15.645 milioni), della siderurgia (-4.503 milioni) e dei prodotti informatici (-4.487 milioni). Complessivamente questo macro-settore esporta nel mondo «solo» il 37,9% del valore dei prodotti nazionali esportati ma, in termini di saldo commerciale, nel 2003 ha registrato un preoccupante valore negativo pari a 96.681 milioni di euro.

«Sono cifre - commenta il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi - che ci consentono di dire che le piccole-medie imprese hanno dimostrato, rispetto alla grande impresa, maggiore capacità di risposta e di tenuta complessiva di fronte alla crisi in atto. Insomma, la presenza dei nostri prodotti nel mondo è per la gran parte il frutto del lavoro di luoghi ben definiti, cioè i distretti industriali, dove la laboriosità degli imprenditori, il saper fare dei lavoratori dipendenti e la qualità dei prodotti realizzati, costituiscono gli elementi di successo di questa eccellente performance».
L'analisi la CGIA mette in risalto lo straordinario risultato conseguito dal settore metalmeccanico che, con 76.421 milioni di euro, costituisce quasi il 30% dell'intero export nazionale con un saldo attivo pari a 47.205 milioni di euro; un settore che si caratterizza per la produzione di serramentistica, rubinetteria e valvolame, produzione di componenti di refrigerazione e ventilazione, macchine utensili ed elettrodomestici.
«Produzioni - conclude Bortolussi- fortemente localizzate nell'area lombardo-veneta che fanno, soprattutto della zona pedemontana, una regione leader mondiale nel settore».

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