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Sanità, la Puglia ha violato  il patto di stabilità: ora interventi sulla spesa

BARI - Avendo la Regione Puglia violato “il patto di stabilità” la giunta regionale pugliese è ora “costretta ad intervenire sulla spesa sanitaria”. Lo ribadisce in una nota l’assessore regionale alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, che interviene con una nota per fare alcune precisazioni sul "piano di rientro". Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta del Senato sul Ssn: preoccupano alcune strutture cui la Regione aveva tolto l'accreditamento e il Tar l'ha ripristinato
Sanità, la Puglia ha violato  il patto di stabilità: ora interventi sulla spesa
BARI - Avendo la Regione Puglia violato “il patto di stabilità” la giunta regionale pugliese è ora “costretta ad intervenire sulla spesa sanitaria”. Lo ribadisce in una nota l’assessore regionale alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, che interviene con una nota per fare alcune precisazioni sul 'piano di rientro'. 

“La comunicazione che in questi giorni la stampa rilancia relativamente alla situazione sanitaria pugliese – sottolinea Fiore – contiene imprecisioni non di dettaglio, probabilmente derivanti dalla impossibilità da parte dell’assessorato di fornire dati di dettaglio sulla manovra denominata 'piano di rientrò. E’ quindi opportuno ribadire alcuni elementi che permettano ai cittadini di orientarsi nel frastuono informativo”. 

“La Puglia – afferma Fiore – ha sempre superato le verifiche dei suoi conti sanitari avendo di anno in anno coperto gli eventuali deficit ricorrendo per due anni alla imposizione fiscale aggiuntiva e per gli altri a fondi derivanti dal Bilancio autonomo”. 

“Malgrado ciò – spiega l’assessore – per disposizioni contenute nelle leggi finanziarie ed in particolare in quella relativa al 2010, avendo la Regione violato il 'patto di stabilità' regionale, a motivo dell’impegno dei finanziamenti europei relativamente all’anno 2008, la Puglia è costretta ad intervenire sulla spesa sanitaria. Se ciò non avvenisse, la penalizzazione prevista sarebbe di 500 milioni di euro in termini di competenza sul fondo sanitario 2010”.

“Poichè il deficit storico degli ultimi anni è di poco inferiore ai 400 milioni di euro/anno, alla fine di quest’anno – spiega ancora Fiore – ci troveremmo con un deficit di circa 900 milioni di euro e saremmo costretto nel 2011 ad un 'piano di rientrò non più legato al ribaltamento sulla sanità della violazione del 'patto di stabilita” bensì a sfondamento dei conti sanitari”. 

“Bisogna quindi – prosegue – che non ci sia confusione tra debito e deficit e che sia chiaro che la sottoscrizione del 'piano di rientrò faticosamente preparato in questi giorni permette alla Puglia di non incorrere nella penalizzazione di 500 milioni di euro sopra illustrata e, quindi, di superare, contenendo il deficit 2010, 2011 e 2012 le verifiche economiche relative al Fondo Sanitario”. 

Dal punto di vista politico – dice Fiore – “è evidente che il deficit che ogni anno la Regione registra in campo sanitario è legato al tentativo di adeguare i servizi sanitari della Puglia a standard nazionali: storicamente tutte le Regioni meridionali sono sotto-finanziate per la sanità e soltanto in sede di distribuzione delle risorse nazionali ('ripartò) questa situazione può essere affrontata e risolta”.

L'assessore conferma che ''dalpunto di vista tecnico – sanitario, invece, il 'piano di rientrò elaborato tenta di utilizzare la scadenza contabile per avviare un processo di modernizzazione del sistema, che appare troppo ancorato al ricorso alla ospedalizzazione, tanto è vero che circa un cittadino su cinque si ricovera almeno una volta l'anno in ospedale, contro una media nazionale inferiore ad un cittadino su quattro”.

 “D’altra parte, come è noto, - aggiunge Fiore – negli ultimi due anni sono stati avviati processi gestionali innovativi per il controllo della spesa in ogni settore con particolare riferimento all’acquisizione di beni e servizi (Nucleo valutazione appalti, centralizzazione acquisiti, osservatorio prezzi, ecc)”. 

Al termine di una vicenda “caratterizzata da una interlocuzione con i ministeri dell’Economia e Finanze e della Sanità ancora in corso, tutti i dati relativi alle criticità del nostro Sistema ed ai progetti di trasformazione, per alcuni dei quali è possibile disporre di risorse certe, – conclude Fiore – saranno esposti nel dettaglio”. 

Prima di allora “la comunicazione istituzionale è stata necessariamente prudente avendo avuto il primo momento concreto, simultaneo alla prima distribuzione della bozza del 'piano di rientrò, nella riunione della III Commissione consiliare (sanità) ieri 20 luglio, riunione nella quale, pur non essendo mancati gli spunti critici, è stata da parte di tutte le forze politiche presenti considerata con attenzione la manovra presentata ed è stato espresso, insieme alla preoccupazione, un forte spirito di intervento e concertazione”. 

“Infine – conclude l’assessore - è bene ricordare che per motivi generalmente legati a sforamento del deficit sanitario (tollerato fino al 7% del Fondo attribuito alle Regioni fino al 2009 ed al 5% a partire dal 2010) sono attualmente in 'piano di rientrò o commissariate le seguenti Regioni: Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Abruzzo, Liguria, mentre stanno per entrare il Piemonte e la Puglia, con riserva per la Basilicata”.

ORE 17.15 - DOMANI PUGLIA E PIEMONTE A MINISTERO PER DEBITO 
Sono state convocate per domani, in mattinata, i rappresentanti di Puglia e Piemonte presso il ministero della Salute per discutere di piani di rientro concordati per il deficit sanitario. Lo ha reso noto Tommaso Fiore, assessore alla Sanità della regione Puglia, a margine di un’audizione al Senato presso la commissione d’inchiesta sul Ssn. Piano su cui la regione Puglia ha iniziato a “lavorarci da almeno 25 giorni”, come spiega l’assessore. Alla domanda se sarà 'un piano di lacrime e sangue', ha risposto: “non c'è dubbio”. 

ORE 17.48 - MARINO: PREOCCUPATO DA ALCUNE STRUTTURE PUGLIA 
"Il presidente Vendola ci ha oggi illustrato il quadro generale del risanamento della sanità pugliese. Sono molto preoccupato però che vi siano delle strutture senza requisiti di accreditamento”. Così Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta del Senato sul Ssn, commenta l’audizione del presidente della giunta pugliese. 

“Come ci ha raccontato il governatore infatti, la regione ha tolto l’accreditamento a queste strutture e il Tar l’ha ripristinato – continua – La domanda è se queste strutture abbiano effettivamente o meno i requisiti per essere accreditate”. 

Per questo motivo, conclude Marino, “ho chiesto al presidente Vendola una relazione con i nomi di queste strutture, in modo da organizzare dei sopralluoghi con la commissione, così come abbiamo fatto in Abruzzo”.

ORE 19.01 - SACCOMANNO (PDL): VENDOLA E FIORE NON COLLABORATIVI 
Nell’audizione di oggi presso la commissione parlamentare d’inchiesta sul Sistema sanitario nazionale Vendola e Fiore «sono stati cortesi ma non collaborativi». Lo afferma in una nota il senatore Michele Saccomanno, capogruppo del Pdl nella commissione. 

«Nella loro relazione – afferma – solo un elogio narcisistico, ma nulla sul quadro corruttivo raccontato in qualche modo anche dal procuratore della Corte dei Conti di Bari». «Si parla di una sanità virtuosamente trasformata - afferma ancora – senza riferire alcuno degli splafonamenti drammatici ricaduti sui cittadini e di una assoluta inerzia amministrativa che sta portando la Puglia a sacrifici certamente più gravi di ogni tempo e che oggi riproducono nelle soluzioni un ritorno al passato 'vituperatò che ne consentì l’ascesa regionale con una campagna populista contro il 'piano Fitto'». 

«Certamente notevole – secondo Saccomanno – l'attenzione dell’ex Pdl, sen. Poli Bortone, al passato di centrodestra, più che al presente di Vendola. Forse legittima nelle domande ma non attinente all’audizione». «Sulla corruzione in Puglia - conclude – solo un piccolo errore di presunzione ammette Vendola, senza nulla dire del quanto sia stata grave quella sua modesta 'presunzione'».

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