Cerca

Puglia, piano di sviluppo da 650 milioni

Qualità della vita, sviluppo sostenibile, competitività e governance, il governo cioè dello sviluppo: sono le direttive indicate nel piano approvato in Giunta
BARI - Il «più importante strumento di programmazione a livello regionale»: così il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, definisce il piano regionale di sviluppo approvato oggi dalla giunta regionale pugliese. Oltre 650 milioni di euro, strategie che indirizzeranno le scelte politiche della Regione fino al 2007, quattro priorità individuate: il piano regionale di sviluppo era atteso da oltre 20 anni e, presentandolo in un incontro con i giornalisti, Fitto non ha nascosto la sua soddisfazione.
Qualità della vita, sviluppo sostenibile, moderno e di qualità, competitività e governance, il governo cioè dello sviluppo, sono le quattro strade da percorre per il futuro della Puglia: sono indicate nel piano regionale di sviluppo approvato in giunta dopo che sono stati recepiti i suggerimenti raccolti durante un confronto con il partenariato sociale, istituzionale ed economico.
Lo schema di piano regionale di sviluppo era stato approvato dalla giunta regionale il 13 gennaio scorso e ora il documento - il precedente piano di sviluppo risale a 24 anni fa - passerà all'attenzione del consiglio regionale che lo approverà come atto di indirizzo. «Dopo 20 anni - ha detto Fitto, che ha incontrato i giornalisti insieme con il vicepresidente della giunta, Giovanni Copertino, e gli assessori al bilancio e all'agricoltura, Rocco Palese e Nino Marmo - la Puglia avrà il suo nuovo piano di sviluppo regionale».
Nell'ambito del Prs - che si divide in due parti, il progetto di piano e l'allegato contenete i contributi delle parti sociali, economiche ed istituzionali - si svilupperanno i piani settoriali. Una attenzione particolare sarà posta in futuro, in particolare, - è stato detto - ai settori della ricerca, della innovazione e della internazionalizzazione. «Abbiamo recepito - ha sostenuto Fitto - grossa parte delle indicazioni che sono state proposte da parte del partenariato e oggi abbiamo uno strumento che sostanzialmente corrisponde in modo efficace e coerente a quella che è l'esigenza di programmare uno sviluppo adeguato della nostra regione». «I punti cardine - ha ricordato - sono quelli dello sviluppo sostenibile, della qualità della vita, di un nuovo welfare creando le condizioni perché ci sia una nuova governance. Soprattutto, questo strumento - ha detto - ha una grande opportunità: quella di poter contare su risorse certe nell' ambito delle previsioni finanziarie, anche per il percorso di risanamento che è stato avviato e che ci consente oggi di poter programmare in modo adeguato questo tipo di interventi». «Mi sembra - ha aggiunto - che ci sia da esprimere un giudizio fortemente positivo e sono convinto che questo strumento possa costituire un riferimento adeguato rispetto alle esigenze che noi abbiamo nella nostra regione per cercare di valorizzare al meglio l' utilizzo di queste risorse soprattutto in coerenza con quelle che sono le esigenze di carattere generale».
I tempi di spesa - assicura Fitto - saranno «immediati, rapidi, visto che abbiamo - ha detto - le risorse del programma operativo regionale del secondo triennio e degli accordi di programma quadro ai quali bisogna aggiungere 300 milioni di euro che la Regione Puglia ha ottenuto come premialità dalla Unione europea per aver speso bene e in tempo tutte le risorse fino ad oggi disponibili e altri 350 milioni di euro che sono risorse previste nell' ambito del nostro bilancio autonomo e frutto di un percorso serio rigido ma anche di grande prospettiva di risanamento che la nostra regione ha avviato».
Fitto ha più volte sottolineato, rispondendo così all'opposizione di centrosinistra che lo accusa di non avviare confronti sulle scelte importanti, la presenza di un'ampia consultazione: «Penso - ha detto a questo proposito - che non ci sia mai stato un livello di concertazione e di confronto quale questo. Tutti gli strumenti che la Regione ha varato fino ad oggi, dal piano di sviluppo regionale alla rimodulazione del programma operativo regionale, alle scelte nell' ambito dei settori strategici della nostra regione, hanno visto un preventivo confronto con il partenariato istituzionale economico e sociale e sostanzialmente un recepimento, quasi in ogni circostanza, delle giuste osservazioni che possono essere emerse».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400