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Iraq - Scontri ed attentati: 30 morti

Oltre 100 i feriti. Battaglia e kamikaze in azione sul fronte nord. Sono stati danneggiati altri oleodotti. I guerriglieri hanno rapito un camionista turco ed hanno lanciato un ultimatum al governo di Ankara, minacciando di ucciderlo. Ancora nessuna svolta nella vicenda dei due giornalisti francesi sequestrati
BAGHDAD - Trenta morti e quasi cento feriti in una giornata di scontri e attentati in Iraq da nord a sud mentre, con il rapimento di un autista turco, gli integralisti lanciano un ultimatum alla Turchia: l'uomo sarà ucciso se le aziende turche non cesseranno di collaborare con le truppe americane.
Questa mattina la 2ª Divisione di fanteria americana ha lanciato una vasta offensiva a Tall Afar, città 50 chilometri a nord di Mossul nella zona settentrionale dell'Iraq dove troverebbero «riparo terroristi provenienti dalla Siria» la cui frontiera è a poco più di 70 chilometri dalla città.
I soldati americani hanno trovato, però una violenta resistenza, e dopo due ore di combattimenti l'aviazione Usa è intervenuta in appoggio alla 2ª Divisione. Carri armati, aerei da combattimento ed elicotteri hanno bombardato le postazioni della guerriglia. Un cacciabombardiere F-16, ha detto il comando Usa, ha usato bombe di una tonnellata contro le postazioni nemiche. Si sono udite decine di esplosioni e colonne di fumo nero si sono levate da molti punti del centro della città. I combattimenti, durati sei ore, si sono concentrati nei quartieri di Al-Saraj e Hassam Koi dove, secondo testimoni, hanno perquisito decine di abitazioni. Secondo il direttore dell'ospedale di Tall Afar, Fawzi Ahmed, i combattimenti hanno provocato 13 morti e 58 feriti tra i quali vi sono donne e bambini. Tra i feriti vi sono anche due piloti di un elicotteri costretti ad un atterraggio d'emergenza dopo che il motore del velivolo, colpito dalla guerriglia, ha preso fuoco. L'esercito americano ha annunciato, da parte sua, di aver ucciso due «terroristi» e di averne arrestati 18. Secondo un capitano della Guardia nazionale, Mohammad Abdel Kassem durante l'attacco «sono state distrutte 20 abitazioni e 50 automobili».
A Kirkuk, nel nord-est del Paese, sono entrati nuovamente in azione i kamikaze. «Un'autobomba guidata da un kamikaze - ha spiegato il capo della polizia, il generale Chirkou Chaker Hakim - è esplosa oggi davanti all'accademia di polizia di Kirkuk». L'ultimo bilancio è di 17 morti, 14 poliziotti e tre civili, e di 20 feriti. Altri 12 poliziotti sono rimasti uccisi in una vasta operazione anti-guerriglia a Latifiya, la città ribelle a 30 chilometri a sud di Baghdad. «Dodici poliziotti sono morti, cinque membri della Guardia Nazionale sono rimasti feriti e 200 sospetti arrestati nel quartiere Al-Baas nel centro di Latifiya» ha dichiarato un ufficiale dei servizi d'informazione della Guardia Nazionale. «Abbiamo avuto l'ordine del primo ministro Iyad Allawi di perquisire molte abitazioni della città alla ricerca di armi e terroristi» ha spiegato il militare precisando che l'operazione, condotta da truppe americane e irachene, « durerà una settimana». Tutte le strade verso Latifiya sono bloccate - ha aggiunto l'ufficiale - e le comunicazioni sono state interrotte dalla scorsa notte.
Latifiya è considerata come una delle zone più pericolose sulla strada che da Baghdad porta alla città santa sciita di Najaf. Proprio in questa zona "l'Esercito islamico" aveva rapito il reporter italiano Enzo Baldoni, poi ucciso, e i due giornalisti francesi per i quali, dopo un certo ottimismo manifestato ieri, sembra allontanarsi la liberazione.
Un nuovo ricatto è scattato oggi, questa volta contro la Turchia. in un video recapitato all'emittente con base a Dubai "Al Arabiya" un gruppo che si presenta come il «Movimento della resistenza islamica - Brigate Noman» ha mostrato un autista turco rapito due giorni fa che sarà ucciso fra 48 ore se le aziende turca e kuwaitiana per la quali lavora e tutte le ditte turche non rinunceranno a cooperare con le truppe americane in Iraq. Tre uomini mascherati appaiono brevemente nel video accanto all'uomo, Medhat Chiwi, 50 anni, mentre una voce ha detto: «Chiediamo che le due compagnie cessino le loro operazioni (per le quali la pena è la decapitazione) e chiediamo anche a tutte le aziende turche che collaborano con le forze di occupazione di ritirarsi immediatamente».
Anche oggi sono stati colpiti, nel nord e nel sud, oleodotti che trasportano il greggio iracheno. A Kirkuk, nel nord-est del Paese, un'esplosione ha danneggiato un oleodotto che collega la città alla raffineria di Baji, la maggiore dell'Iraq. Due gli oleodotti sabotati al sud. «Esplosioni hanno danneggiato contemporaneamente due linee - ha annunciato il direttore della Compagnia petrolifera del sud (Soc) Jabar Ali al-Aibi». «È stato colpito l'oleodotto che trasporta il greggio all centrale elettrica di Haritha, dieci chilometri a nord di Bassora, e quello che va alla località Nahr Omar a Zubeir, 20 chilometri a sud di Bassora.

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