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Lunedì inizia una serie di scioperi

Il 6 settembre in agitazione il personale delle Ferrovie dello Stato, per 24 ore dalle ore 21. Rischio-Alitalia. Venerdì i lavoratori del credito e delle esattorie
ROMA - Primo assaggio di scioperi, la prossima settimana, dopo la "tregua" estiva. A dare il "la" ad un autunno che sul fronte delle agitazioni si preannuncia per lo meno difficile, saranno il settore bancario e quello dei trasporti che, oltre ad uno sciopero dei treni da giorni in calendario, potrebbe assistere ad un improvviso blocco dei voli in caso di scontro fra sindacati ed Alitalia. Lunedì prossimo, 6 settembre, sarà la volta delle ferrovie. A proclamare l'astensione dal lavoro del personale viaggiante delle FS, sono i sindacati autonomi Sult e Ucs. Per 24 ore dunque, e precisamente dalle 21.00 di lunedì alle 21.00 di martedì 7 settembre, viaggiare sui treni potrà comportare attese, ritardi e disagi. I sindacati autonomi chiedono all'azienda, fra l'altro, il pagamento degli arretrati, delle indennità di trasferta, lamentano carenze di personale e temono la minaccia di ulteriori esuberi. Trenitalia, la società di trasporto del Gruppo Ferrovie dello Stato, dal canto suo assicura che l'83% dei treni della media e lunga percorrenza (Eurostar, Intercity, Intercity Notte, Espressi).
Ma sulla testa dei viaggiatori incombe soprattutto il pericolo-Alitalia. Sempre lunedì prossimo infatti il presidente e amministratore delegato della compagnia, Giancarlo Cimoli, avrà un incontro con le rappresentanze sindacali, alle quali fornirà i numeri riguardanti gli esuberi. Non è quindi da escludersi che (nonostante la revoca dello sciopero proprio del del 6 settembre del settore del trasporto aereo, da parte di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Cisal, Anpcat, Cila-Av e Licta), le organizzazioni sindacali decidano di intraprendere, immediatamente, iniziative di lotta ed agitazione.
Ci saranno poi difficoltà, per gli italiani appena tornati dalle vacanza, anche agli sportelli bancari. Venerdì 10 settembre incroceranno le braccia infatti i 30.000 lavoratori del settore creditizio e i circa 13.000 delle esattorie. Lo sciopero, proclamato dai sindacati del credito (Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Fabi e Falcri), è motivato dal mancato rinnovo del contratto (scaduto il 31 dicembre 2001). I lavoratori delle esattorie chiedono inoltre l'ingresso definitivo nell'area contrattuale del credito.

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