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Cassintegrati a migliaia in Fiat

Cig per una settimana (dal prossimo 27 settembre) a Termini Imerese, e per due settimane a Cassino. Fermi in 540 a Mirafiori. Sindacati preoccupati
TORINO - La cassa integrazione interesserà, dal 27 settembre al 3 ottobre, tutti i 1.400 lavoratori di Termini Imerese e, dal 27 settembre al 10 ottobre, i 3.600 di Cassino. A Mirafiori il provvedimento, oltre ai 540 addetti delle Carrozzerie, riguarda anche 250 lavoratori delle Presse.
Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, che da inizio anno ha un ritmo mensile soprattutto per gli stabilimenti Mirafiori, Termini Imerese e Cassino, è motivato con la necessità di equilibrare la produzione al mercato per non accumulare vetture invendute. Subito dopo le ferie la Fiat ha lasciato a casa una settimana in più i circa 1.400 lavoratori di Mirafiori delle linee Thesis, Lybra e 166, e i 3.600 di Cassino. «Questo ulteriore ricorso alla cassa integrazione - osserva Vittorio De Martino, responsabile della Fiom di Mirafiori - conferma la necessità di un incontro nazionale in cui si apra la discussione sulle prospettive industriali della Fiat».
«La Fiat - commenta il segretario generale della Uilm, Antonioni Regazzi - è ancora in mezzo alle difficoltà e bisogna lavorare per superarle. Solleciteremo l'incontro, che abbiamo già chiesto a luglio, per avere dati specifici sui singoli stabilimenti. Il nuovo ricorso alla cassa integrazione è preoccupante perchè il periodo di gestazione della crisi sta diventando troppo lungo. E anche la nuova organizzazione di Fiat Auto, che sarà annunciata domani, dimostra che si fatica di trovare un punto di equilibrio nel gruppo dirigente di prima linea».
«La cura Marchionne - osserva Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic - è interessante perchè sta andando in profondità e il cambio organizzativo rivela una cosa che gli operai si aspettavano: un grande ricambio del gruppo dirigente e un approccio meno burocratico che puntà alla qualità e alla valorizzazione delle persone. Nel frattempo però i segnali continuano a essere poco incoraggianti: la cassa integrazione all'Auto, il ventilato annuncio della Powertrain di chiudere la produzione del motore a Torino. L'impegno di Marchionne a convocare i sindacati deve tradursi in un incontro urgente e deve coinvolgere anche città e istituzioni».
Per Antonio Sansone, responsabile Fiat della Fim torinese, «il ritorno dalle ferie non è purtroppo diverso dalla partenza: dopo l'incontro del 29 luglio con Marchionne è urgente approfondire le novità presenti nel piano di organizzazione dell'Auto. Ci auguriamo che contenga le condizioni per rilanciare l'Auto a partire da Mirafiori e in un profilo di integrazione delle produzioni».
«La cassa integrazione - sottolinea il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - conferma che, nonostante il fare e il disfare l'organizzazione dell'Auto, la musica per i lavoratori non è cambiata. E' urgente che i sindacati metalmeccanici, che domani riuniranno insieme le segreterie, varino una piattaforma per la salvaguardia dell'industria dell'auto, come si è fatto a Torino. Aspettiamo inoltre che le istituzioni locali ci riferiscano i risultati della loro azione di lobby».

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