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Vendemmia - L'Italia recupera un po'

Dopo quattro anni di continui ribassi, la produzione di vino dovrebbe crescere del 9% rispetto al 2003. La Puglia ancora in sofferenza
ROMA - Il vigneto Italia recupera, ma senza boom. Dopo quattro anni di continui ribassi, la produzione di vino dovrebbe crescere del 9% rispetto al 2003, per un totale di 48 milioni di ettolitri. A fornire le nuove previsioni, aggiornando quelle di luglio che davano una crescita dell'11%, sono l'Ismea e l'Unione italiana vini (Uiv) sottolineando che si tratta però di un dato che, rispetto alla media delle ultime cinque annate, evidenzia un calo produttivo nell'ordine del 5%.
Il recupero, secondo Ismea e Uiv, era inevitabile. Dopo le alluvioni del 2002 e il caldo record dell'anno scorso, le condizioni meteo del 2004 sono risultate decisamente più clementi fin dalla primavera. L'aumento dunque ci sarà, ma resterà contenuto. E soprattutto non consentirà al vigneto Italia di riportarsi oltre la soglia dei 50 milioni di ettolitri. L'estate fresca, spiegano gli analisti, ha finito per condizionare le rese e non ha permesso di recuperare il ritardo di vegetazione accumulato nei mesi precedenti. La vendemmia, dunque, è iniziata in ritardo rispetto agli ultimi anni, caratterizzati da un netto anticipo dei tempi di raccolta.
Le grandinate sono proseguite anche in estate, seppure a macchia di leopardo, con effetti sicuramente trascurabili. I vigneti non hanno però sofferto la siccità, grazie a una primavera molto piovosa, seguita da un'estate non del tutto asciutta. Un fattore, questo, che ha costretto i produttori a tenere alta l'attenzione sul fronte fitosanitario. L'incidenza della peronospora, che già in tarda primavera si era manifestata in modo evidente, è risultata quest'anno sopra la norma in tutta la Penisola, coinvolgendo anche la Sicilia. La regione più colpita resta comunque la Puglia, che ha pagato lo scotto anche sul piano dei volumi produttivi.
La gradazione delle uve sarà leggermente inferiore ai livelli dello scorso anno, ma per i bianchi, in particolare, le attese sulla qualità sono molto favorevoli. L'elevata escursione termica tra il giorno e la notte è destinata infatti ad accentuare gli aromi dei bianchi, mentre il caldo moderato consentirà un maggiore equilibrio nel rapporto tra acidità e zucchero. Per il 2004 si prevede dunque un'ottima produzione di vini base spumante nei tradizionali bacini rappresentati da Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Lombardia.
È ancora presto, invece, per valutare le caratteristiche dei rossi, che si verranno a delineare solo nelle prossime settimane. Proprio il ritardo nella vegetazione lascia aperte molte incognite sulla produzione 2004. In Puglia, tra le prime regioni a cominciare la vendemmia, i primi grappoli di Pinot bianco e Chardonnay sono stati staccati subito dopo Ferragosto, con un ritardo di circa due settimane rispetto agli ultimi anni, mentre il grosso della raccolta dovrebbe partire solo a metà settembre. Le condizioni meteo dei prossimi due mesi potranno quindi ancora condizionare gli esiti del raccolto.
Nel dettaglio nessuna regione registra quest'anno una flessione del raccolto, anzi gli incrementi sono diffusi e consistenti rispetto al 2003. Solo il Mezzogiorno sembra differenziarsi rispetto al resto d'Italia. Le percentuali di aumento nel Nord-Ovest, Nord-Est e nel Centro Italia sono sopra la media nazionale (intorno al +13/15%). Mentre al Sud resta nettamente al di sotto (+4%). A incidere su questo risultato sono le due principali regioni vitivinicole del Mezzogiorno, di grande rilevanza anche a livello nazionale: Sicilia e Puglia dove la produzione quest'anno, rispettivamente di 6,5 e 6 milioni di ettolitri, dovrebbe confermare i livelli del 2003. Il Veneto, che detiene il primato produttivo nazionale, sfiorerà 8,5 milioni di ettolitri (+15%). In netta espansione anche Emilia Romagna (5,8 milioni di ettolitri) e Piemonte (2,6 milioni), dove si attendono aumenti del 10 e del 15 per cento. Più 13% in Trentino Alto Adige, a quota 1,2 milioni di ettolitri, mentre in Friuli Venezia Giulia le previsioni parlano di una vendemmia di quasi 1,3 milioni di ettolitri (+15%).
Al Centro Italia si segnalano incrementi del 15% in Toscana (2,6 milioni di ettolitri), Umbria (930.000) e Marche (oltre un milione), a fianco di progressi del 10% nel Lazio e in Abruzzo rispettivamente a quota 2,7 e 3,7 milioni di ettolitri.
Al Sud la migliore performance va alla Campania con quasi 2 milioni di ettolitri (+18%). Bene anche la Sardegna che limita però l'aumento al +5% (la produzione dovrebbe sfiorare 900.000 ettolitri).

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