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Tre Comuni salentini in strada  «No alla centrale di Cavallino» Le immagini della marcia

di PANTALEO ROLLO 
Un “no” senza “se” e senza “ma”. In tanti e in tutti imodi, con striscioni, slogan contagiosi, gridati a squarciagola dagli scout di San Cesario, cori e fischietti, e con tutti i mezzi, a piedi, in bicicletta, in apecar, hanno partecipato, ieri alla marcia di protesta e sensibilizzazione contro la realizzazione della mega centrale da 37 megawatt, alimentata a biomasse, in località Masseria Guarini-Ussano in agro di Cavallino, distante appena un chilometro dai centri abitati di San Donato e Galugnano e un paio di chilometri da quelli di San Cesario e Lizzanello
• Domenica prossima si terrà un altro sit-in
Tre Comuni salentini in strada  «No alla centrale di Cavallino» Le immagini della marcia
di PANTALEO ROLLO 

SAN DONATO - Un “no” senza “se” e senza “ma”. In tanti e in tutti imodi, con striscioni, slogan contagiosi, gridati a squarciagola dagli scout di San Cesario, cori e fischietti, e con tutti i mezzi, a piedi, in bicicletta, in apecar, hanno partecipato, ieri alla marcia di protesta e sensibilizzazione contro la realizzazione della mega centrale da 37 megawatt, alimentata a biomasse, in località Masseria Guarini-Ussano in agro di Cavallino, distante appena un chilometro dai centri abitati di San Donato e Galugnano e un paio di chilometri da quelli di San Cesario e Lizzanello. 

La marcia, promossa dal Comitato Intercomunale (Lizzanello, San Cesario e San Donato) contro la centrale a biomasse, ha visto la partecipazione delle amministrazioni comunali dei tre comuni interessati, nelle persone, rispettivamente, dei primi cittadini Costantino Giovannico (Lizzanello), Antonio Girau(San Cesario) ed Ezio Conte (San Donato), accompagnato dal vicesindaco Alessandro Quarta. 

In prima fila, il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Donato Pellegrino, il consigliere provinciale del Pdl Raffaele Capone e l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista Piero Manni. A dare sostegno all’iniziativa sono intervenuti anche i rappresentanti della opposizione di centrosinistra al Comune di San Donato Massimo Longo, Salvatore Tanieli, autentica anima pugnandi del Comitato, e Rosario Verri i quali, tra il 1990 e il 2007, hanno ricoperto anche la carica di sindaco. Partiti dalle piazze principali dei tre paesi, i tre cortei hanno raggiunto, intorno alle 11, il sito dove dovrebbe essere ubicato il contestato impianto. Qui, a poca distanza dalla discarica a servizio dell’Ato Lecce/1, si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti istituzionali e quelli del Comitato contro la Centrale a Biomasse di San Donato. 

«Esprimo la totale contrarietà del Comune di San Cesario - ha detto il sindaco Girau - alla realizzazione della centrale, in un comprensorio già gravemente compromesso sotto l’aspetto ambientale». Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Lizzanello. «Non permetteremo - ha promesso Giovannico - un ulteriore dissesto eco-ambientale al nostro territorio. Ci opporremo con tutte le nostre forze a questo impianto». Ha rincarato la dose il sindaco Ezio Conte. «Non sono un ambientalista estremista - ha premesso - ma, se l’amministrazione comunale di Cavallino vuole costruire la centrale, la vada a fare nella piazza principale del paese». Anche il consigliere provinciale Capone ha rimarcato il ruolo dell’Ente. 

«Confermo la massima attenzione della Provincia in merito alla questione - ha rilevato - Come nel caso di Casarano, l’assessore provinciale all’Ambiente Gianni Stefàno e il Presidente Gabellone non abbasseranno la guardia davanti a questo problema». Di scelte scellerate ha parlato il consigliere regionale Donato Pellegrino. «La decisione di Cavallino - ha sottolineato - provocherebbe gravi danni alla salute della popolazione residente, e condizionerebbe, anche, lo sviluppo socio-economico dei comuni viciniori. Essendo quest’area già stressata, sotto l’aspetto ambientale, sarebbe un colpo mortale».

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