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Iraq - Liberato giornalista Usa

A Najaf è battaglia metro per metro tra truppe americane e milizie sciite. Cresce l'ansia in Italia e Francia per la mancanza assoluta di notizie, da giovedì sera, di tre giornalisti, l'italiano Enzo Baldoni e i due francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot
ROMA - E' violenta e tesissima la situazione a Najaf, dove l'aviazione americana bombarda a più riprese dalla notte scorsa le milizie sciite fino a ridosso del mausoleo dell'Imam Ali e mentre i carri armati Usa sono avanzati fino a poche centinaia di metri dal luogo sacro nel quale sono asserragliati gli uomini e i sostenitori di Moqtada Sadr. I miliziani del leader radicale sciita si battono, e rispondono con colpi di mortaio. Non vi è notizia, finora, di vittime.
E mentre i sequestratori hanno liberato questa sera il giornalista americano Micah Garen, cresce intanto l'ansia in Italia e Francia per la mancanza assoluta di notizie, da giovedì sera, di tre giornalisti, l'italiano Enzo Baldoni, collaboratore del settimanale Diario, e i due francesi Christian Chesnot, free-lance per Radio France, e Georges Malbrunot, inviato speciale del Figaro. Dopo il ritrovamento, ieri sera, di quello che potrebbe essere il cadavere dell'autista iracheno del reporter italiano, sembra accreditarsi l'ipotesi del rapimento. Sia Baldoni (con il suo autista), che i due giornalisti francesi stavano recandosi a Najaf.

E mentre è arenata la trattativa tra Sadr e la massima autorità religiosa sciita irachena, l'ayatollah Ali al Sistani, per il passaggio del controllo del mausoleo e delle ricchezze che esso custodisce, violenze e attacchi oggi anche a Baquba e Mossul e Khalis (rispettivamente 40, 370 e 80 km a nord della capitale): complessivamente, otto morti e tredici feriti. Si è avuta inoltre notizia di tre Marines uccisi ieri ad Al Anbar, a ovest di Baghdad.
Sono tornate intanto al livello normale (2 milioni di barili al giorno) le esportazioni di petrolio dall'Iraq attraverso i terminali meridionali, dopo una riduzione della metà durata 13 giorni. A Najaf, gli scontri tra miliziani e forze Usa - che hanno affermato di essere intervenuti su richiesta del governo iracheno - si sono intensificati in tarda mattinata dopo che il portavoce di Sadr, Ahmed al-Shibani, ha annunciato che la consegna del mausoleo a Sistani era stata «sospesa». I nodi sarebbero due: la condizione posta da Sistani che i miliziani devono lasciare la moschea al momento della consegna (i ribelli sciiti invece vorrebbero restare, per proteggere il luogo di culto), e quello dell'inventario delle ricchezze, di enorme valore, custodite all'interno del sito religioso. Sadr propone a Sistani di formare un comitato di responsabili dell' amministrazione dei beni, ma il grande ayatollah, a Londra per motivi di salute, afferma di non poterlo fare, nelle attuali circostanze. Impossibile prevedere una soluzione: la sfida di Moqtada Sadr agli americani e al governo iracheno, che intima e minaccia a vuoto - anche se stasera il consigliere per la sicurezza nazionale Muwafaq al Rubaie ha ribadito che si farà di tutto per una soluzione pacifica - continua.

Per quanto riguarda gli attacchi a Baquba, Mossul e Khalis, nel primo un kamikaze si è fatto esplodere con un'autobomba al passaggio del convoglio del vicegovernatore della città: due persone, oltre l'attentatore, sono morte e otto sono rimaste ferite. Il vicegovernatore Ghassan al Ghadren sarebbe stato leggermente ferito o illeso, a seconda delle fonti. A Mossul, un ingegnere indonesiano e due iracheni (un autista e una guardia del corpo) sono rimasti uccisi, e un filippino è rimasto ferito in un attacco compiuto da un gruppo armato a due auto su cui si trovavano tecnici stranieri e collaboratori iracheni. Secondo un traduttore rimasto illeso, tutti lavoravano per la compagnia tedesca Siemens per la messa in opera di una rete di telefonia mobile in Iraq. A Khalis, un'autobomba ha ucciso due persone e ferite almeno altre quattro, compreso il vice sindaco della cittadina. Le vittime sono due guardie del corpo.

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