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Acerra - La protesta continua i lavori anche

I manifestanti sono scesi di nuovo in piazza per protestare contro il termovalorizzatore. E' la «punta di un iceberg di un problema rifiuti» esplosivo in tutta la Campania
Rifiuti, la protesta di Acerra contro il termovalorizzatore NAPOLI - Un'altra giornata di tensione ad Acerra per dire «No» al termovalorizzatore. I manifestanti sono scesi di nuovo in piazza per protestare contro l'impianto. Hanno occupato la stazione ferroviaria, la strada statale 7 bis e proseguito nel presidio al cantiere dell'inceneritore. Una giornata dura che ha visto impegnati in un lungo confronto il sindaco Espedito Marletta e il commissario di governo, Corrado Catenacci, mentre il capo del dipartimento della Protezione civile è nuovamente intervento per fornire ulteriori garanzie, ma con un avvertimento: «Basta pregiudizi».
Ma i manifestanti hanno esposto un cartello: «Qui si muore di tumore, per questo ad Acerra non vogliamo il termovalorizzatore». Nonostante la pressante azione di protesta oggi gli operai delle ditte incaricate, sotto la vigilanza di centinaia di poliziotti, carabinieri e uomini della Guardia di Finanza, hanno lavorato interrottamente per ultimare la recinzione dell'area. Ieri le ruspe sono state fermate dai manifestanti: 21 di essi sono stati denunciati dalla polizia.
Nell'attesa della valutazione dell'impatto ambientale - così come è stato deciso nell'ordinanza firmata la scorsa settimana con la quale si dispone l'inizio dei lavori - sono state avviate le opere civili. L'impianto dovrebbe essere ultimato entro i prossimi 24 mesi ma in caso di esito negativo dell'esame dell'impatto ambientale (tra 45 giorni) sarà delocalizzato.

Oggi gli uomini delle forze dell'ordine sono stati dislocati dappertutto, anche lungo le vie interpoderali, per evitare che, come accaduto ieri, si potesse accedere all'interno del cantiere. L'occupazione della stazione e della statale sono stati solo alcuni degli episodi di una giornata molto tesa. Più volte alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di agenti impegnati nella vigilanza finiti, nel pomeriggio, anche sotto il getto di un idrante.
I cittadini di Acerra (al fianco dei quali anche oggi si sono schierati il rappresentanti dei Disobbedienti con in testa il portavoce Francesco Caruso e il prete no global don Vitaliano Della Sala) hanno incassato la solidarietà dei diversi comitati sorti in Campania per dire «No» alla riapertura delle discariche o alla costruzione dei termovalorizzatori ad iniziare dai manifestanti di Montecorvino Rovella che nello scorso mese di giugno hanno bloccato la stazione ferroviaria di Bellizzi, «spezzando» per quattro giorni l'Italia in due.
«Fanno bene a lottare per difendere la propria vita», ha detto Rosetta Sproviero, la «pasionaria» di Parapoti che però ha consigliato ai cittadini di Acerra di seguire la strada del dialogo con il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, e il commissario Catenacci.
Al confronto fiume, svoltosi negli uffici della prefettura di Napoli, tra lo stesso Corrado Catenacci e la delegazione guidata dal sindaco di Acerra, Espedito Marletta, e dal senatore di Rifondazione Comunista, Tommaso Sodano, le posizioni non sembrano essere ancora vicine. Nella notte poi un lungo consiglio comunale ad Acerra per fare un bilancio della situazione. Marletta ha comunque rilanciato: «Chiediamo le scuse per il modo in cui è stata trattata la nostra comunità, non solo ieri ma in tutta la vicenda del termovalorizzatore». In una lettera al commissario Catenacci, invece, il capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso ha confermato la disponibilità del ministero dell'Ambiente ad inserire il Comune di Acerra nella commissione che dovrà stabilire la valutazione di impatto ambientale permettendo ai tecnici del Comune «di presenziare alle fasi istruttorie della procedura e di prendere visione degli atti del procedimento, presentando, ove necessario, memorie scritte e documenti». Ma i lavori dovranno procedere «senza pregiudizi e preconcetti».
Per il capo del Dipartimento della protezione civile quello che si registra in Campania è soltanto la «punta di un iceberg di un problema rifiuti» che riguarda tutta l'Italia e che rappresenta una «seria preoccupazione per il governo».
Alfonso Dirozzi

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