Lunedì 23 Luglio 2018 | 09:45

Bilancio

Capodanno: Amiu Taranto
atti vandalici per 25 mila euro

botti di Capodanno

taranto - Gli atti vandalici, i danneggiamenti e i roghi della notte di san Silvestro sono costati all’Amiu di Taranto 25mila euro. L’azienda per l’igiene urbana ha deciso di presentare una denuncia contro ignoti, arricchendo il fascicolo inviato in Procura con immagini provenienti dagli smartphone di semplici cittadini o dagli impianti di videosorveglianza che potranno essere messi a disposizione da attività commerciali ed istituzioni. «Con l'auspicio che la magistratura - spiega l’azienda - individui gli autori dei danneggiamenti, comminando loro pene esemplari.


L’Amiu segnala «la perdita di più di ottanta cassonetti, tra incendiati e danneggiati», che «si tradurrà presto in un costo da sostenere per procedere alla loro necessaria sostituzione. Complessivamente, quindi, le baldorie di capodanno costeranno ad Amiu Taranto circa 25mila euro, soldi che inevitabilmente peseranno sulle tasche dei cittadini».


La notte di san Silvestro diverse strade (rese impraticabili) sono state inondate di rifiuti di ogni genere, anche ingombranti, lanciati dai balconi. Numerosi gli atti di vandalismo e i roghi, oltre all’accensione dei botti nonostante un’ordinanza del sindaco ne vietasse l’uso. In termini di risorse umane, sono stati impiegati circa 70 dipendenti suddivisi tra i vari servizi. Gli interventi di pulizia sono stati effettuati con l’ausilio di mezzi meccanici, ma soprattutto, considerata la particolare natura dei rifiuti riversati sulle strade, attraverso lo spazzamento manuale grazie all’intervento degli operatori dell’azienda.

Durante la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, inoltre, le strade cittadine sono state attraversate da 10 compattatori, 3 mezzi speciali del tipo «ragno» per la raccolta dei rifiuti ingombranti ammassati in alcune zone, 4 spazzatrici meccaniche e 3 pale meccaniche per sgombrare l’asfalto da tutti gli altri tipi di rifiuto. "L'incidenza di atti vandalici - conclude l’azienda - e abusi, accompagnata dalla totale assenza di rispetto per il bene comune, hanno segnato il passaggio dal 2015 al 2016 come non accadeva da tempo». 

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