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Arrestato boss della «Società» foggiana

È stato sorpreso nell'abitazione di un meccanico, arrestato per favoreggiamento. Sul presunto boss pendeva una delle 30 ordinanze di custodia del gip di Bari
FOGGIA - Il presunto capoclan della «Società foggiana», Salvatore Prencipe, di 40 anni, latitante dal 28 giugno scorso, è stato arrestato da agenti della squadra mobile della questura di Foggia. Prencipe è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e traffico di droga. E' stato sorpreso nell'abitazione di Domenico Marino, meccanico di 30 anni, arrestato per favoreggiamento.
Nei confronti del presunto boss pendeva una delle 30 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Bari Chiara Civitano che nel giugno scorso accolse le richieste avanzate dai pm inquirenti della Dda, Domenico Seccia e Alessandro Messina, a carico di presunti aderenti al clan Trisciuoglio, Pellegrino e Prencipe. Nel corso dell'operazione furono arrestati (ma i provvedimenti restrittivi furono poi annullati dal Riesame) l'ispettore della Divisione anticrimine della questura di Foggia Pasquale Loizzo, di 51 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione del segreto di ufficio, abuso d'ufficio e falsità ideologica; e l'ex dirigente della squadra mobile della questura di Foggia, Agostino De Paolis, per falsità ideologica, omessa denuncia e favoreggiamento personale.
Il clan capeggiato da Principe, secondo l'accusa, fa parte della «Societa» foggiana, i clan mafiosi al centro di una sanguinosa faida che vede contrapposte alle famiglie Trisciuoglio, Pellegrino e Prencipe il clan Francavilla: i due gruppi si contendono il controllo dei traffici di droga e delle estorsioni nella città di Foggia.

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