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Vacanze & crisi - I pugliesi restano in Puglia

Il calo dei consumi e l'effetto euro hanno provocato l'aumento diffuso delle ferie estive «in casa», con una tendenza molto più accentuata rispetto agli anni scorsi, soprattutto nelle province di Bari e di Brindisi • Basilicata - A Montalbano Jonico manca personale per la guardia medica nei lidi
BARI - Il calo dei consumi e l'effetto euro che si fanno sentire sul portafogli anche per le vacanze si è tradotto in Puglia con una tendenza accentuata rispetto alle passate belle stagioni. Sulle spiagge del tacco dello Stivale la lingua più parlata è... il pugliese. Sono infatti i movimenti locali a farla da padroni, soprattutto sulle coste delle province di Bari e Brindisi, mentre sul Gargano, sullo Jonio in provincia di Taranto e nel Salento le presenze pugliesi sono controbilanciate da un discreto flusso di presenze da altre regioni ed anche dall'estero.
Non mancano, anche quest'anno, le polemiche su temi delicati.
Come quelle relative all'uso delle spiagge e l'erosione delle coste.
Mobilitazioni dei consumatori, denunce ed anche inchieste si concentrano sulle «spiagge negate», quelle cioè interdette ai bagnanti per la gestione sbagliata delle coste. In molti litorali, infatti, il libero accesso alla battigia è interdetto da sbarre, cancelli, muretti. La Federconsumatori, inoltre, ha denunciato che solo 9 Comuni su 67 hanno il «piano spiagge».
Per quanto riguarda l'erosione, c'è grande preoccupazione soprattutto in Salento, da San Cataldo ai Laghi Alimini di Otranto, da Porto Cesareo alle marine di Ugento. Le spiagge si assottigliano. A San Cataldo, una delle marine di Lecce, in alcuni stabilimenti balneari l'acqua viene segnalata a ridosso dei chioschi.

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