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Yemen - Decine di morti per un predicatore

Una quarantina di persone sono state uccise e altre 80 sono rimaste ferite durante le ultime 24 ore nel corso di violenti scontri con l'esercito
SANAA - Una quarantina di persone sono state uccise e altre 80 sono rimaste ferite durante le ultime 24 ore nel corso di violenti scontri tra l'esercito yemenita e i sostenitori di un predicatore estremista nel nord-ovest del paese.
Secondo quanto riferito oggi da fonti militari, l'esercito ha condotto un'offensiva nella notte di martedì a Maran, una regione montuosa della provincia di Saada, dove si sono ritirati lo sceicco Hussein Badr Eddine Al Houti e diverse migliaia di suoi sostenitori. Gli scontri hanno causato 42 morti e 80 feriti da entrambe le parti, hanno dichiarato le fonti.
Una fonte militare ha dichiarato che numerosi sostenitori dello sheikh Houti si sono arresi all'esercito. Alcuni testimoni hanno riferito che l'esercito è avanzato nella regione giungendo non lontano dal luogo in cui si sono ritirati il predicatore e i suoi partigiani nella montagna Hikmi, la più alta della regione.
Secondo le fonti militari, la rivolta dei sostenitori di Houti potrebbe terminare presto data l'imponente avanzata delle truppe nel suo feudo.
L'offensiva dell'esercito avviene dopo il fallimento di un nuova mediazione per ottenere la resa del predicatore. Tale mediazione era stata ordinata dal presidente Ali Abdallah Saleh ed era stata condotta da dirigenti di partiti dell'opposizione, di dignitari religiosi e tribali e da alcuni ministri.
Precedenti mediazioni non hanno mai avuto successo e gli scontri tra l'esercito e i sostenitori dello sheikh Houti, circa 3.000 uomini armati, hanno causato dal 18 giugno, data dell'inizio dei combattimenti tra le due parti, 340 morti. Su Houti è stata messa dalle autorità una taglia di dieci milioni di rials (55.000 dollari). Deputato tra il 1993 e il 1997, Houti è il figlio di una grande figura della setta zaidista (sciita moderata) minoritaria in questo paese a maggioranza sunnita. Le autorità accusano Houti, autoproclamatosi emiro, cioè principe dei credenti, di voler provocare «una sedizione confessionale che nuoce all'unità nazionale e alla pace sociale». Il predicatore ribadisce che in realtà l'antiamericanismo è la causa del suo conflitto con Sanaa.

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