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Per l'estremo saluto «sale di commiato» anche per i non credenti

È quanto prevede la nuova disciplina delle attività del settore funerario. Nuove norme anche per la cremazione e per il reperimento di aree cimiteriali. La figura del «tanatoprattore»
ROMA - Chi non vuole esequie religiose avrà diritto a farsi dare l'ultimo saluto da familiari e amici in luoghi dignitosi, in «sale di commiato» (predisposte e gestite anche da privati) dove potranno svolgersi funerali civili o di riti «minori» per i quali adesso esiste un luogo adeguato, come sa bene chi ha dovuto salutare persone care in fredde sale mortuarie di ospedali o cimiteri. Lo prevede il progetto di legge sulla nuova disciplina delle attività del settore funerario che è stato ormai sostanzialmente definito dalla commissione Affari sociali della Camera (partendo da un testo predisposto dal ministro della Salute Girolamo Sirchia) e che dopo l'estate sarà esaminato dall'Assemblea di Montecitorio.
Quella delle sale di commiato, tuttavia, non è l'unica novità che il progetto di legge contiene rispetto alla normativa vigente. Sono previste misure per rendere meno difficoltosa ed elitaria la realizzazione di cappelle private e per agevolare la sepoltura delle ceneri di chi vorrà farsi cremare.
Una norma tratteggia scenari un po' «all'americana»: «Nel testo - spiega il relatore, Fabio Minoli (FI) - viene disciplinata una nuova figura, almeno per l'Italia, cioè quella del "tanatoprattore": a suo modo è una sorta di "estetista" che interverrà sul corpo del defunto per fare in modo che si mantenga nel migliore dei modi possibili fino al giorno delle esequie». Oltreoceano è una figura che conoscono bene.
Vengono definite meglio le procedure per la cremazione: «La materia è già regolamentata, ma abbiamo aggiunto alcune migliorie. Per esempio - racconta Minoli - abbiamo previsto che ogni cassa destinata all'inceneritore abbia una targhetta con i dati identificativi del defunto. Per documentarmi ho personalmente assistito ad alcune cremazioni e devo dire che, visto con un certo distacco, il procedimento è perfino interessante. Tra le altre cose, però, ho notato che teoricamente potrebbe accadere che le ceneri si mischino o addirittura si possano scambiare. Non dovrebbe succedere e magari non succede, ma perché non dare la piena certezza ai parenti?». Gli stessi forni crematori, stando al progetto di legge, potranno essere costruiti e gestiti sia da enti pubblici sia da privati; le strutture di nuova realizzazione dovranno comunque avere le «sale di commiato».
Il provvedimento rende possibile (ed è un'altra novità) realizzare piccoli «cimiteri» per la conservazione delle sole urne cinerarie nelle zone centrali delle città, utilizzando e riadattando aree in disuso.
Infine «giro di vite» contro lo sciacallaggio: le agenzie di pompe funebri che pagheranno «mazzette» per ottenere informazioni sui decessi e attribuirsi un funerale rischieranno la sospensione dell'attività e nei casi più gravi la revoca della licenza.
Michele Musso

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