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Che fine hanno fatto gli eroi della Luna

Il 21 luglio di 35 anni fa l'impresa della Nasa: Armstrong e Aldrin misero piede, per primi, sul satellite. Le storie degli astronauti delle 7 missioni "Apollo"
Il 24 luglio di trentacinque anni fa, nelle prime ore del mattino, nell'Oceano Pacifico ammarava la capsula Apollo 11: che otto giorni prima era partita da Cape Kennedy, per permettere l'impresa del 21 luglio, quando tra le 4.56 e le 5.15 del mattino ora italiana Armstrong e Aldrin misero piede, per primi, sulla superficie della Luna.
Un evento straordinario, definito da molti il vero "evento del secolo" da poco trascorso. E nonostante la strana voglia di stupire di alcuni, che ne hanno messo persino in dubbio la veridicità, quello sbarco ha rappresentato il primo di una serie di sei magnifici atterraggi lunari, che non si sono poi più ripetuti, soprattutto a causa delle ristrettezze di budget per la Nasa, che nel periodo più delicato della guerra fredda e dopo la gara per la Luna vinta nei confronti dei russi, diminuì sensibilmente.
Dodici uomini hanno messo piede sulla Luna ed altri l'hanno comunque vista da vicino, dai finestrini rettangolari spesso un po'appannati dell'Apollo.
A trentacinque anni esatti dal primo sbarco sulla Luna, molti degli eroi lunari hanno superato la settantina e svolgono una vita da veri e propri pensionati. Magari pensionati di lusso, come in alcuni casi, o sempre iperattivi, ma pur sempre pensionati.
Di tanto in tanto si radunano in Florida per partecipare alle celebrazioni ufficiali organizzate dalla Mercury Seven Foundation e dalla Astronaut's Hall of Fame, fondate dagli astronauti del Programma Mercury, che attualmente ragguppano tutti gli astronauti Nasa dai tempi del primo programma spaziale fino al primo gruppo di astronauti selezionati nel 1978 per volare sugli shuttle.
E qualche volta riappaiono in concomitanza con gli anniversari più importanti di missioni come l'Apollo 11.
Ma dove sono finiti gli eroi della Luna?

Gli eroi dell'Apollo 11
I primi a scendere sulla Luna furono Neil Armstrong ed Edwin Aldrin.
Sono sempre loro i più famosi e i più richiesti in giro per il mondo, ma solo Aldrin appare spesso in convegni e manifestazioni del settore, oltre che in trasmissioni televisive.
Armstrong continua ancora oggi a mantenere fede alla scelta di ritirarsi a vita privata senza eccessi di apparizione. Anche il nuovo strumento tecnologico di internet è una sorta di cartina di tornasole su quanto siano presenti verso il pubblico quegli eroi dello spazio: lo dimostra il bel sito internet di Aldrin (www.buzzaldrin.com), mentre Armstrong non ha siti personali, e non li ha nemmeno Mike Collins, anch'egli assai riservato, che dell'Apollo 11 fu il pilota del modulo di comando.
Collins però è autore di molti libri di astronautica, compresi un'autobiografia ("Carryng the Fire" - Cavalcando il fuoco) e due splendidi volumi dedicati alla sua grande passione, che è l'esplorazione di Marte.
Armstrong, vive in una sorta di "fazenda" a Lebanon, città nel suo stato natale, l'Ohio. Buzz Aldrin invece è attivo consulente per progetti e sviluppi di nuovi sistemi di trasporto spaziale, e per questo presiede una sua società chiamata "Starcraft Enterprise", con sede a Laguna Beach, in California.
Collins si è dedicato negli ultimi anni a fare il nonno, e vive da tranquillo pensionato con la moglie Pat in North Carolina. I tre dell'Apollo 11 hanno tutti 74 anni.
Comandante della seconda missione di sbarco, Apollo 12, fu Charles Conrad, detto "Pete", una vera spremuta di grinta e simpatia. Da sempre amante della velocità e dei motori, tifoso della Ferrari, Pete è deceduto 5 anni fa durante una brutta caduta con la sua moto, una Harley-Davidson. Paradossalmente l'incidente capitò in una zona della California chiamata Ojai (che significa "Luna" in linguaggio indiano).

Mister Bean: un pittore con la Luna in mente
Con Apollo 12 assieme a Pete Conrad sbarcò Alan Bean, oggi 72enne, che dopo aver lasciato la Nasa nel 1981 si è dedicato ad una sua vecchia passione, la pittura. Alan Bean infatti, fa il pittore a tempo pieno, e molte sue opere ritraggono egli stesso e tutti i suoi colleghi sulla Luna. Ha realizzato anche sculture utilizzando come impronta quella degli scarponi lunari. Le splendide opere del pilota del Lem dell'Apollo 12 potete ammirarle al sito www.alanbeangallery.com .
Ad attendere in orbita lunare Pete e Alan Bean c'era Richard Gordon, 75 anni, presidente della Space Age America, una società che promuove l'educazione e la divulgazione dello spazio negli Stati Uniti con progetti scolastici e di musei interattivi. Il suo sito è all'indirizzo www.dickgordon.com .
Apollo 13 non scese sulla Luna perché esplose un serbatoio di ossigeno che danneggiò in modo irreparabile l'astronave di Lovell, Haise e Swigert che rientrarono a terra vivi. Purtroppo Jack Swigert non riuscì nel 1982 a vincere la battaglia con un male incurabile: era entrato in politica ed era diventato senatore del Colorado, ma morì a soli 51 anni.
Fred Haise, che doveva scendere sulla Luna con Lovell, ha 67 anni e per anni è stato dapprima presidente della Grumman Technical Services Inc. di Titusville, in Florida, e poi direttore della Northrop Worlwide Aircraft Service a Lawton (Oklahoma). Fred è sempre un valido consulente per nuovi programmi aeronautici e spaziali.

Telepatia lunare e sacerdozio
Apollo 14 portò a termine il terzo sbarco lunare cui era destinato Apollo 13, e lo fece con Alan Shepard e Edgar Mitchell. Shepard era stato ideatore della Mercury Seven Foundation e della Astronaut's Hall of Fame in Florida, alla quale associò la Scolarship Foundation, dedicata a sviluppare programmi di studio e borse per studenti universitari di ingegneria e scienze. Alan però è deceduto prematuramente, nel 1998, per un male incurabile e le sue mansioni sono passate per sua volontà a Jim Lovell.
Ed Mitchell, 73 anni, è invece attivo divulgatore e conferenziere su temi che vanno dalla tecnologia spaziale all'ufologia, dalle scienze del paranormale all'extrasensorialità. Da sempre appassionato di parapsicologia, fece un esperimento di trasmissione del pensiero anche su Apollo 14.
Nel 1994 morì a soli 61 anni anche Stuart Roosa, che dell'Apollo 14 era il pilota: dirigeva una sede in Missisippi della catena di bevande "Coors".
L'esperienza lunare cambiò fortemente la vita di Jim Irwin e Charles Duke, piloti dei moduli lunari rispettivamente di Apollo 15 e Apollo 16, ed entrambi diventati membri attivi della Chiesa Cristiana. Irwin si era dedicato per anni, prima della morte per attacco cardiaco nel 1991, alla ricerca dell'Arca di Noé sul Monte Ararat, mentre Duke, oggi 67enne, vive da tranquillo pensionato a New Braunfels, in Texas.

Young: da 41 anni in servizio attivo
Con loro, alla guida dei "Lunar Rover", erano scesi sulla Luna David Scott, comandante dell'Apollo 15, che dirige una sua società in California, la "Scott Science and Technology", e John Young, comandante dell'Apollo 16, ancora oggi alle dipendenze della Nasa, e come recita lo slogan del suo splendido sito internet curato da Dana Holland (www.nav.cc.tx.us/staff_pages/dana/jwy/), egli è "Da 41 anni astronauta in servizio attivo".
In effetti Young, 73 anni, sei missioni alle spalle, comprese le Gemini 3 e 10, e Apollo 10 e 16, resta potenzialmente in corsa per comandare una missione sullo shuttle: nessuno però è in grado di dire se si candiderà ad una missione, e forse neanche lui.
Ad orbitare sulle navicelle di comando di Apollo 15 e 16 c'erano rispettivamente Alfred Worden, 72 anni, che vive nell'Ohio dopo aver diretto una società di consulenza tecnologica e di marketing, e Thomas Mattingly, 67 anni, che dopo aver comandato due voli shuttle, ha diretto per alcuni anni il programma dei razzi Atlas per conto della Lockheed-Martin.
Ultima missione lunare, l'Apollo 17: Cernan e Schmitt sbarcarono, mentre Ron Evans, deceduto a soli 57 anni nel 1990, li attendeva in orbita.
Jack Schmitt, primo e unico scienziato di professione sceso sulla Luna, ex senatore, 69 anni, svolge attività di freelance per consulenze nei settori di scienza, tecnologia e politica. Gene Cernan, 70 anni, brillante conferenziere e scrittore (la sua autobiografia "The Last Man on the Moon" è stata un successo che purtroppo non è arrivato in Italia - il suo sito è www.genecernan.com), vive a Houston e dirige una propria società di consulenza in ingegneria aerospaziale.
Antonio Lo Campo

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